E’ la vita, mi sembra
Non c’è tragedia che, in qualche momento non contenga un sorriso. Nelle veglie funebri, la morte produce barzellette. Non so se si può separare una cosa dall’altra, si ride e si piange, si soffre e si gioisce, è la vita, mi sembra.
Carlos Trillo, Sceneggiatore di fumetti
Conobbi Carlos Trillo, uno dei grandi del fumetto argentino, da ragazzino a un incontro organizzato dalla Scuola Romana del Fumetto. Per me era già un mito. Gli chiesi:
Carlos da dove vengono le tue storie?
Lui sorrise:
dappertutto anche dalle domande emozionate di ragazzi come te.
Se n’è andato Carlos Trillo e mi ha lasciato senza parole. Quelle che lui usava così bene nei fumetti che ha scritto per una vita intera. Parole che riusciva a centellinare con cura, scavare nel profondo. Perfino, rendere invisibili come nel ciclo delle meravigliose historias mudas (storie mute) realizzate con Domingo Mandrafina.
C’era tutto in quei gioielli narrativi e grafici di poche tavole: il riso, il pianto, la virtù e la miseria. C’era la vita, insomma, come l’interpretava Carlos Trillo.
Non c’è tragedia che, in qualche momento non contenga un sorriso. Nelle veglie funebri, la morte produce barzellette. Non so se si può separare una cosa dall’altra, si ride e si piange, si soffre e si gioisce, è la vita, mi sembra.



