Una cascata di diamanti
E così nella saga fantasy della Lega arrivarono anche i Lingotti d’oro e i diamanti.
Lì, in quel posto mitologico chiamato Padania, un poco Atlantide e un poco Disneyland sui Navigli. A due passi da Sucate di sotto, dove costruiscono moschee invisibili e muri d’odio impenetrabili.
Ci sono le streghe e i cerchi magici da un lato. Dall’altro i barbari sognanti. A sentirli parlare di rinnovare il partito, sembra che negli ultimi vent’anni fossero altrove o se c’erano dormivano. Pardon sognavano.
Ha ragione la semiologa Giovanna Cosenza a parlare di “story-telling” leghista. Perché nella mediocre narrazione della politica italiana, questo partito/religione dell’egoismo territoriale ha rappresentato e rappresenta una fabbrica di storie senza eguali. Un “Games of thrones” recitato con accento lumbard. Dungeons & Neghers all’ombra dei capannoni, delle fabbrichette, del Settentrione duro e puro. Sì vabbeh.
Ma le storie non sono tutte belle. Alcune fanno semplicemente orrore. Alcune sarebbe stato meglio non essere costretti ad ascoltarle.







alla fine sono spuntati i pruriti borghesi – i migliori investimenti si fanno in diamanti e in lingotto d’oro – altro che popolo!
Mi piace il tuo punto di vista fantasy… anche se a pensarci bene il tutto mi suscita reazioni più da horror!
ciao come stai? sei tornato in Italia?