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Una cascata di diamanti

17 aprile 2012

E così nella saga fantasy della Lega arrivarono anche i Lingotti d’oro e i diamanti.

Lì, in quel posto mitologico chiamato Padania, un poco Atlantide e un poco Disneyland sui Navigli. A due passi da Sucate di sotto, dove costruiscono moschee invisibili e muri d’odio impenetrabili.

Ci sono le streghe e i cerchi magici da un lato. Dall’altro i barbari sognanti. A sentirli parlare di rinnovare il partito, sembra che negli ultimi vent’anni fossero altrove o se c’erano dormivano. Pardon sognavano.

Ha ragione la semiologa Giovanna Cosenza a parlare di “story-telling” leghista. Perché nella mediocre narrazione della politica italiana, questo partito/religione dell’egoismo territoriale ha rappresentato e rappresenta una fabbrica di storie senza eguali. Un “Games of thrones”  recitato con accento lumbard. Dungeons & Neghers all’ombra dei capannoni, delle fabbrichette, del Settentrione duro e puro. Sì vabbeh.

Ma le storie non sono tutte belle. Alcune fanno semplicemente orrore. Alcune sarebbe stato meglio non essere costretti ad ascoltarle.

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2 commenti leave one →
  1. 17 aprile 2012 7:19 pm

    alla fine sono spuntati i pruriti borghesi – i migliori investimenti si fanno in diamanti e in lingotto d’oro – altro che popolo!

  2. luk permalink
    20 aprile 2012 4:22 pm

    Mi piace il tuo punto di vista fantasy… anche se a pensarci bene il tutto mi suscita reazioni più da horror!
    ciao come stai? sei tornato in Italia?

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