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Chi è senza peccato, scagli il primo fumetto

25 maggio 2012

Felix the cat

mi ritrovo con una decina di persone che non han mai letto un fumetto in vita loro e ora osannano un fumetto.

Andrea Queirolo, Conversazioni sul fumetto

Leggo questo post di Andrea Queirolo. Andrea è uno bravo e il suo blog tra i più interessanti, per quanto riguarda i comics. Per questo resto perplesso. Il punto non è che io la pensi diversamentesulla qualità di ciò che Makkox fa come autore di satira e di fumetti. Di quello potremmo discutere a lungo.

Ciò che trovo “superficiale” è la disinvoltura espressiva con la quale Andrea stabilisce che il Makkox delle vignette satiriche su Il post non fa fumetto. La stessa disinvoltura con la quale nel post si definisce Zerocalcare un giovane autore (semplifico) superfluo perfino ai contemporanei. Che chi fruisce questo tipo di produzioni in rete, pensando di leggere fumetti, in realtà sta facendo altro.

Intendiamoci. Anche a me, vecchio aficionado de historietas, il cuore batte per altro. Fumetti di carta con il profumo della carta. Magari anche quella carta muffa delle bottegucce polverose, dove ancora capita di scovare gioiellini dimenticati come il Flash Gordon di Alex Raymond e Nembo Kid nelle edizioni Cenisio.

Ed anch’io strabuzzo gli occhi, di fronte a ventenni che esibiscono l’ultima boiaccata di Mark Millar  e dintorni come se fosse una reliquia di Padre Pio, con proclami del tipo

Questo è il più grande fumetto mai fatto!

In quei momenti, alzo gli occhi al cielo e penso: perdonali Winsor McCay perché non sanno quello che dicono.

Ma poi mi viene in mente che ciascuno di noi ha i suoi Rob Liefeld nell’armadio. Ciascuno. Che c’è un tempo per compatire i brufolosi “enni” che sbavano sotto il palco di Lady Gaga e un tempo per urlare come ossessi sotto il palco di Madonna (ebbene sì).

Con quasi quaranta primavere sulle spalle, non mi sento di dire più a nessuno: tu non hai mai letto un fumetto di Moebius e mi vieni a parlare di Makkox?

Trovo che dovremmo essere più laici nei confronti delle mode e dei cambiamenti, magari senza capire fino in fondo. Perché a volte non  è obbligatorio capire: il gusto e le sensibilità cambiano e non è detto che siano sempre in sintonia con il nostro. Non ci viene richiesto di adeguarci, ma di rispettare il gusto degli altri.

Così cerco di guardare anche a quel fumetto “che non mi sembra fumetto”, nelle sue diverse incarnazioni. E non pretendo di dimostrare che Zerocalcare è il nuovo David B. Ma sono convinto che se Michele “Zerocalcare” riuscisse a portare anche un solo lettore in più al medium su cui continuiamo a fare conversazione, questo sarebbe positivo. Anche se non lo capisco bene, o penso di averlo capito fin troppo bene.

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  1. 9 giugno 2012 7:15 pm

    come disse quello: padre perdonali, perchè non sanno quel che fanno! :-D – e speriamo che non mi becchi un sacerdote chè mi scomunicano!

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