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Del raggio della morte e di storie inquietanti

26 giugno 2012

Ci sono storie e autori che mi inquietano.

Che mi lasciano un senso di malessere interiore.

Che mi fanno sentire inadeguato da lettore, figuriamoci nella veste di “analista”.

Così, quando i (pazienti) amici de Lo Spazio Bianco mi hanno offerto la possibilità di parlare di The Death-Ray, l’ultima opera di Daniel Clowes, ero lusingato e, al tempo stesso, dubbioso.

Dopo averne scritto, confesso che mi è rimasta addosso la stessa sensazione di inadeguatezza.

Forse  devo rassegnarmi all’idea che i racconti di  Daniel Clowes mi facciano stare così. Forse perché quel pazzesco “raggio della morte” alla fine è andato a segno.

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