Last (but not least) Jedi

E niente. Hai voglia a fare lo scafato, il nerd di mondo, quello che

ne ho viste  e lette di cose che voi staruorsiani che puzzate di latte  e Jar Jar Binks non potete nemmeno immaginare…

Basta che quei paracool dalle parti di Hollywood annuncino il titolo del prossimo film e anche tu inizi a liquefarti nell’attesa  come la lava sul pianeta Mustafar.

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In particolare adesso che il piccolo padawan di casa fibrilla insieme a te, mentre vi lavate i denti e mugugnate congetture al fluoro sul Jedi che verrà.

Il titolo sarà riferito a quel vecchio rinco di Luke, come l’hai visto l’ultima volta  con la barba alla Padre Pio? Gli faranno la pellaccia come… No, no niente spoiler che magari un vecchio soldato giapponese, rinchiuso in un bunker sotto i ghiacci del polo senza tv via cavo, ancora non li ha visti i film precedenti…

Papà e se l’ultimo Jedi fosse la ragazza Rey?

Si, figlio, bravo hai ragione, potrebbe essere. E a te vengono i lucciconi  orgoglioni agli occhi guardando il tuo piccolo padawan, come Anakin guardando Luke quando si toglie il cascone alla fine de Il ritorno dello Jedi. Perché la nerditutine scorre potente nella nostra famiglia.

E’ il potere della Forza. La Forza del franchise.

 

 

 

…Che tu sei qui

O me, o vita! domande come queste mi perseguitano:
degli infinti cortei d’infedeli, di città gremite di stolti,
di me stesso sempre a biasimare me stesso, (perché chi più stolto di me, chi di me più infedele?)
di occhi che invano anelano la luce, del significato delle cose, della lotta che sempre si rinnova,
degli infelici risultati di tutto, delle sordide folle ansimanti che vedo attorno a me,
degli anni inutili e vacui degli altri, e di me intrecciato con gli altri,
la domanda, ahimè! così triste, ricorrente – Cosa vi è di buono in tutto questo, o me, o vita?

Risposta:  
Che tu sei qui – che la vita esiste, e l’identità.

Che il potente spettacolo continua, e tu puoi contribuirvi con un verso.

Walt Whitman, “O Me! O Vita!”

(E poi, se avete tempo e non l’avete ancora fatto, ascoltatevi il suo discorso finale da Presidente).

Immagina tre re

Immagina, col fiammifero acceso, quella sera, la grotta,
e per sentire freddo ricorri alle fessure del piancito,
bastano le stoviglie per provare la fame,
quanto al deserto, è ovunque, in ogni dove.

Immagina, col fiammifero acceso, la grotta
a mezzanotte, il falò, silhouette di oggetti
e di animali, e, il viso nelle pieghe di un telo stazzonato,
anche Maria, Giuseppe e il Bimbo infagottato.

Immagina tre re, le carovane prossime alla grotta,
anzi tre raggi diretti su una stella,
cigolìo di carriaggi, sonagli tintinnanti
(quel bimbo non si è ancora guadagnato

rintocchi di campane nel turchino addensato).
Immagina che per la prima volta, di là dal buio
di uno spazio infinito, Dio ravvisi se stesso nel Figlio
fatto Uomo: un senzatetto in un altro negletto.

Iosif Brodskij, La grotta (trad.  Anna Raffetto)

via Graphomania

Epifania

Obama: last (president) christmas

Malia e Sasha erano piccole, piccole. Michelle aveva il volto molto più giovane e riposato. Barack… Non ne parliamo nemmeno.

8 Natali alla Casa Bianca: guardi le christmas card della famiglia Obama  e ti rendi conto di quanto tempo sia passato. Per loro, per l’America, per il mondo.

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Quanto tempo… Perfino per te che, in fin dei conti, hai poco da spartire con questa bella famigliola americana, ma che hai “adottato” questo Presidente come se fosse il tuo. Che, in questi anni, hai gioito delle sue vittorie e condiviso le sue amarezze, manco abitassi nel Wisconsin o nel Tennessee. Con una certezza:

Obama ha cambiato tutto.

Sì, certo: in termini politici è un giudizio partigiano e parziale che in tanti, da destra e da sinistra potrebbero contestare. Ma in termini di comunicazione, di storytelling pubblico, di immaginario collettivo, non hai dubbi.  E hai provato a spiegarlo (qui e qui).

A ogni “ultimo Natale“, guardando queste foto di famiglia, ti sei ritrovato a pensare che quel qualcuno speciale cui consegnare il proprio cuore (politicamente)  della celebre hit degli Wham non potesse che essere lui.

E, stavolta che davvero si celebra il suo ultimo Natale da Presidente, c’hai un magone che manco quando togli la Stella dall’albero il 7 gennaio.

Non sappiamo cosa ci si riserva il futuro… Beh certo le premesse sono quelle che sono…

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Quei geni comici del  Saturday Night Live hanno provato a immaginare in un devastante rap anni Novanta cosa rischiamo di perdere, quando Barack e Michelle faranno le valigie. Un malinconico e imperdibile

Jingle Barack

 [Intro: Kenan Thompson, Chance The Rapper]
Yeah, it’s been a dope 8 years but now we got 1 last Christmas with Barack Obama. So, if we going out, we going out with a bang

Let’s get holly and jolly, shall we?

[Verse 1: Kenan Thompson, Chance The Rapper]
It’s December 24th in the U.S.A
And the party’s going down in a major way
The DJ is bumping, crazy snow outside
There’s eggnog and chicken and turkey and fries
We still got Barack, so you know what that means
We shooting some hoops in high waist jeans
So ‘tis the season, let’s spread some cheer
It’s the last Christmas with Barack still here

[Chorus: Kenan Thompson]
The last Christmas
Barack’s still here

[Verse 2: Kenan Thompson, Chance The Rapper]
Hey, kids enjoy the presents while you can
‘Cause next year you might get a bomb from Iran
Look man, we got birth control under the tree
And we’re stuffing every stocking with legal weed
Hey Eric, Hey Mike, get married tonight
Real quick, let in every immigrant in sight
So go nuts before the North Pole disappears
This is the last Christmas before Trump next year

[Chorus: Kenan Thompson and Chance the Rapper]
The last Christmas
Barack’s still here

[Bridge: Kenan Thompson, Chance The Rappe]
The last Christmas
Before Trump next year

Oh snap, even Jesus is getting down

Dang, Jesus, I didn’t know you was a Democrat

[Verse 3: Chance The Rapper]
This year I bought four Christmas trees
Stockpiled all the Home Alone DVDs
I got batteries, canned food, everything I need
There will probably never be another Christmas Eve
Been drinking eggnog like I don’t care
I’m-a hurt myself before we lose ObamaCare
Say goodbye to Barack, say goodbye December
For a new holiday called Regular Winter

[Verse 4: Chance the Rapper, Darryl McDaniels]
Even Kanye is endorsing him
Got Obama back smoking Newports again
Left the cookies, last will and testament
For the first maybe last black president
I’m decked out in Santa gear from head to toe
Then I noticed Papa wasn’t in his festive clothes
I said, ‘Dad, what’s wrong?’
And he said back, ‘Never trust a white dude wearin’ no red hat.’

[Chorus: Kenan Thompson, Chance The Rapper and Darryl McDaniels]
The last Christmas
Barack’s still here
The last Christmas before Trump next year

[Verse 5: Leslie Jones]
Here I go, here I go, here I go again
Girls, what’s my weakness? Joe Biden
He makes me feel funny in my Christmas wreath
With his aviator shades and his big ass teeth
Wanna take a freaky ride with Amtrak Joe
We could share ice cream under mistletoe
So Joe, snuggle up for a four year nap
And I’ll tell you what I want while I sit on your lap

[Outro: Chance The Rapper]
Jingle bell, Jingle bell, Jingle Barack
I do the Jingle Barack
Last Christmas with Obama
So hug your baby mama
And do the Jingle Barack

Jingle bell, Jingle bell, Jingle Barack
I do the Jingle Barack
Last Christmas with Obama
So hug your baby mama
Might be the very very last Christmas

Il sangue

Chi può versare
Sangue nero
Sangue giallo
Sangue bianco
Mezzo sangue?
Il sangue non è indio, polinesiano o inglese.
Nessuno ha mai visto
Sangue ebreo
Sangue cristiano
Sangue mussulmano
Sangue buddista
Il sangue non è ricco, povero o benestante.
Il sangue è rosso
Disumano è chi lo versa
Non chi lo porta.

Ndjock Ngana (Camerun, 1952)

Il Lato Oscuro non fa vacanza

Il Cucciolo arriva tutto trafelato:

“Papà, sveglia, sveglia!”

Io, la faccia affondata nel cuscino, farfuglio:

“Chiiii…. Coooosa…. Peeeeeeerchééééééé?!”

Cucciolo mi piazza davanti al naso lo StormTrooper :

“Papà alzati! Le tvuppe impeviali stanno attaccando Iuc ScaiUolcher!”

Io mi stropiccio gli occhi disperato, la voce ancora impastata dal sonno:

“Maaa….Sono le 7 del mattino… Oggi è vacanza…”

Cucciolo mi fissa con sguardo serio e compito:

“Papà, il Lato Oscuvo non fa vacanza!”

 

L’avidità ha avvelenato i nostri cuori

Mi dispiace. Ma io non voglio fare l’imperatore. No, non è il mio mestiere. Non voglio governare, né conquistare nessuno; vorrei aiutare tutti se è possibile: ebrei, ariani, uomini neri e bianchi. Tutti noi, esseri umani, dovremmo aiutarci sempre; dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo. Non odiarci e disprezzarci l’un l’altro.
In questo mondo c’è posto per tutti: la natura è ricca, è sufficiente per tutti noi; la vita può essere felice e magnifica.
Ma noi lo abbiamo dimenticato.
L’avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell’odio, ci ha condotto a passo d’oca a far le cose più abiette.
Abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi; la macchina dell’abbondanza ci ha dato povertà; la scienza ci ha trasformato in cinici; l’abilità ci ha resi duri e cattivi.
Pensiamo troppo e sentiamo poco.
Più che macchinari, ci serve umanità.
Più che abilità, ci serve bontà e gentilezza.
Senza queste qualità, la vita è violenza, e tutto è perduto. L’aviazione e la radio hanno riavvicinato le genti. La natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà dell’uomo, reclama la fratellanza universale, l’unione dell’umanità. Perfino ora la mia voce raggiunge milioni di persone nel mondo, milioni di uomini, donne , bambini disperati.
Vittime di un sistema che impone agli uomini di torturare e imprigionare gente innocente.
A coloro che mi odono, io dico: non disperate, l’avidità che ci comanda è solamente un male passeggero. L’amarezza di uomini che temono le vie del progresso umano, l’odio degli uomini scompare insieme ai dittatori. E il potere che hanno tolto al popolo, ritornerà al popolo.
E qualsiasi mezzo usino, la libertà non può essere soppressa.
Soldati! Non cedete a dei bruti! Uomini che vi sfruttano! Che vi dicono come vivere! Cosa fare! Cosa dire! Cosa pensare! Che vi irreggimentano! Vi condizionano! Vi trattano come bestie! Non vi consegnate a questa gente senza un’anima!
Uomini macchina, con macchine al posto del cervello e del cuore.
Voi non siete macchine, voi non siete bestie, siete uomini!
Voi avete l’amore dell’umanità nel cuore. Voi non odiate coloro che odiano solo quelli che non hanno l’amore altrui.
Soldati! Non difendete la schiavitù! Ma la libertà!
Ricordate,
Promettendovi queste cose dei bruti sono andati al potere: mentivano, non hanno mantenuto quelle promesse e mai lo faranno. I dittatori forse son liberi perché rendono schiavo il popolo. Allora combattiamo per mantenere quelle promesse! Combattiamo per liberare il mondo, eliminando confini e barriere! Eliminando l’avidità, l’odio e l’intolleranza! Combattiamo per un mondo ragionevole; un mondo in cui la scienza e il progresso, diano a tutti gli uomini il benessere. Soldati! Nel nome della democrazia siate tutti uniti!

Charlie Chaplin, Il grande dittatore – Discorso all’umanità

10 anni in 6 minuti

“Ci sono voluti 7 mesi per arrivare su Marte, ci sono voluti 10 anni di lavoro e tutto accadrà in 6 minuti…”

Quasi un anno fa quando lo intervistammo uno dei miei colleghi che ha progettato la missione usò più o meno queste parole per descrivere ExoMars.

Ormai ci siamo. Fra poche ore, arriveranno i fatidici minuti della fase “Entry, Descent and Landing” e sapremo se, per la 1° volta nella Storia, una sonda europea toccherà il suolo del “Pianeta Rosso”

Non posso fare a meno di pensare che dietro questa grande sfida spaziale c’è il lavoro decennale di tante persone che conosco, che so quanta passione ci hanno messo, ci mettono ogni giorno. E, curioso a dirsi, i 10 anni della missione corrispondono ai miei 10 anni in quest’azienda, modesto scriba chiamato a raccontare il lavoro di chi progetta e realizza macchine tanto meravigliose, di chi affronta sfide così incredibili.

Qualche giorno fa, quando il Presidente del Consiglio è venuto a trovarci ha detto di sentirsi orgoglioso di quanto visto nei nostri laboratori. Era stato con noi circa un’ora e si era sentito così. E noi che in quest’azienda ci trascorriamo giorni, mesi, anni, come facciamo a non sentirci almeno un poco orgogliosi in queste ore?

Aspettando quei 6  minuti che sono decisivi certo, fondamentali per la Storia. Ma intanto ci sono le storie fondamentali per noi di questi 10 anni di lavoro, 10 anni spesi per arrivare su Marte. Dieci anni per sentirsi orgogliosi di esserci lassù.

Ci sono storie senza tempo ma c'è un tempo per ogni storia.