Un senso a sto’ PiDì

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Pierluigi Bersani

Compagni e compagne dell’internet, è arrivato il momento di presentarvi la mia  Mosione per l’Italia.  Come canta il mio amico Vasco Rossi: Voglio trovare un senso a questa storia. Anche se questa storia un senso non ce l’ha.

Ecco io la penso  come sta’ bella cansone: il Pidì è una storia da mettere a posto. Lo sapete: a me, a Massimo e tanti altri compagni, sta’ roba non ci piaceva dall’inisio.

Voglio dire, che roba è sto’ partito, un pò centro e un pò sinistra,  pò’ rosso en po’ verde? Su, ragassi, siamo seri! Queste sono le americanate che gli piacciono al Walter.

Oh, quello lì son 25 anni che ci scassa le balle cò la’ menata dei Chennedi. La vaccata è che, stà volta, ci siamo cascati con tutte le scarpe. Come si faceva al mio paese quando passava qualche bella filiola.

Tutti lì a sbavare dietro, a fischiare “Oh bella gnocca.”.Ecco ti arriva questa bella gnocca (si fa per dire) con 3 milioni e meszo di voti alle primarie e uno non ragiona più.

Il problema è che venivamo da quella robà lì: Mastella con Prodi, Bassolino con la spassatura… Non sapevamo dove sbattere la testa, non eravamo lucidi. E poi ci sono sti’ ragassini nuovi:  Schifati, Sofri e… Come si chiama quel busone? Ah si Carfagnotto!

Tutti lì sull’internet a rompere le balle. Tutto il giorno a smanettare su sti’ casso di pissì, a farsi le pugnette intellettuali sul “partito nuovo”, sulla “nuova generasione”. Ma va là! Che io alla vostra età organissavo la rivolta dei braccianti nelle campagne!

Comunque, lì abbiamo lassiati fare, questo è il problema. E ora, ragassi – come avrebbe detto il compagno Amendola – “se ritrovamo co nà mano davanti e una de’ dietro”, vacca boia! E se penso a quel meszo chierichetto lì che abbiamo messo a fare il segretario, mi viene una amaresza!

Cioé, mo vi rendete conto? Szent’ cinquant ann di storia! Il partito di Togliatti e Berlinguer, consegnato a un pretino. Perlamordidio: io coi preti veri ci vado d’accordo. Al mio paese, quand’ero governatore tra la via Emilia e il Uèst, ci facevamo la guerra con il  Don Camillo, ma sempre nell’ambito di un confronto democratico.

Ecco io la penso così. Penso che ognuno deve tornare a fare la sua parte. Noi facciamo la sinistra, il centro faccia il centro. Eh, lo so compagni, quando faccio stì discorsi mi dicono che sono il  candidato di D’Alema. Il candidato “d’apparato”, il “vecchio” che vuole sbarrare la strada al nuovo che avansa.

A parte che, non per fare lo sborone, ma io a sessant’anni ci ho ancora una forsa che…Ma lo ripeto: io sono il candidato di nessuno che si piglia il voto di tutti, se Massimo mi da una mano. E, vedrete, che alla fine ce la si fa. Faremo rinascere il Piccì…

… Scusate volevo dire il Piddì, insomma quella roba lì.

Con stima

Pierluigi Bersani

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