Essere democratici

Ci siamo scelti un nome impegnativo come partito: democratici.  Non è una parola come le altre. Ha una storia antica ed è la base della convivenza civile,  il fondamento su cui i nostri nonni hanno costruito una repubblica sgangherata quanto volete, ma che riconosce pari diritti a tutti i cittadini. E, quando accadono, cose come quelle che stanno accadendo, un democratico non può tirarsi indietro. Ha il diritto e il dovere di testimoniare pubblicamente il suo dissenso. Molti democratici si aspettano che anche il  partito che li rappresenta faccia la sua parte, in parlamento e di fronte alla pubblica opinione .

Qualcuno ha deciso di rispondere alla barbarie con una manifestazione di piazza, il 5 Dicembre. La manifestazione è il No B(erlusconi) Day, nato dall’iniziativa spontanea di un gruppo di persone in rete, come racconta Francesco Costa su l’Unità, cui poi hanno aderito anche partiti come l’Italia dei Valori. Il Partito Democratico ha deciso di non partecipare per sfuggire a quello che si è soliti definire “antiberlusconismo gridato”.

Certo, la chiamata alle armi del B Day ha qualcosa di velleitario e, raramente le manifestazioni, di piazza ottengono grandi risultati. Ma possibile che non si potesse dialogare con chi ha organizzato l’evento, per cercare di costruire una manifestazione che rispettasse  la sensibilità di tutti, visto che comunque il disagio che proviamo è lo stesso? E come mai si è scelto, a priori, di non appoggiare nemmeno  altre iniziative civili e dignitose come “Mille Piazze”, organizzata da Giuseppe Civati? E, se anche, quelle non fossero le sedi opportune per esprimere la nostra cultura democratica, perché allora non cercarne altre?

Credo che siano le domande che molti di noi, amareggiati,  si fanno in queste ore e che non trovano risposta nelle dichiarazioni dei nostri leader. L’unica cosa certa è che  il 5 dicembre il PD non sarà lì e non sarà altrove.  Per non rischiare di trovarsi dalla parte “sbagliata”, insomma, non prenderà parte alcuna.

Naturalmente, ognuno di noi può scegliere di partecipare, per suo conto, e  sarà quello che in tanti faranno, in nome di quello in cui credono, come cittadini, come persone perbene, come democratici.

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