Un pesc di nom Max

Habemus Pesc, ovvero il rappresentante per la Politica Estera di Sicurezza Comune dell’Europa (dis)unita. Si chiama  Catherine Ashton, ma la notizia vera è che non si chiama Massimo D’Alema. Strombazzato come il candidato numero uno alla carica di superministro, con l’appoggio perfino di B,  D’Alema è entrato papa nel conclave del toto-nomine e, come qualche volta gli accade, ne è uscito cardinale. A me è venuto in mente Benigni.

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2 pensieri su “Un pesc di nom Max”

  1. E’ stata una vicenda un po’ penosa. Io penso malissimo di Dalemassimo (rianimatore di Berlusconi, dalla Bicamerale in avanti, distruttore dell’Ulivo, nel 2006 contrario alle liste civiche che ci avrebbero fatto vincere con più ampio margine al Senato…) E così ti confesso che io (tra me e me) mi chiedevo: “per la sinistra italiana, è meglio che D’Alema se la becchi in quel posto oppure che se ne vada in Europe, fuori dalle balle?”

    1. Tutto sommato, trovo che sia un peccato (anche per le ragioni che dici eh eh). Non ho ben capito se il governo italiano lo ha appoggiato fino in fondo.

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