Tutte le volte in una sola

“Uhmm. D’accordo. C’era una volta…”
“Una volta quando?”
“Tutte le volte in una sola. Tanto tempo fa e in questo stesso momento.”
“Tutt’e due?”
“Si, sempre tutt’e due.”
“Com’è possibile?”
“Vuoi che ti racconti questa storia o no?”
“Si…”

Audrey Niffenegger, La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo

Non sono certo che esistano, davvero, romanzi, film, canzoni, che cambiano la vita in assoluto. Ma so che tanti romanzi, canzoni, film, fumetti, hanno segnato diversi momenti della mia vita. Non capita sempre, però ogni volta che accade è una piccola magia. La qualità assoluta dell’opera non è importante, o meglio la qualità – ammesso di poterla misurare sino in fondo – , non è la sola corda attraverso cui il racconto ci tocca. C’entrano il gusto, la sensibilità, c’entra – soprattutto – il modo in cui quella storia incontra la nostra storia in un certo momento.
E’ andata così anche stavolta, con Henry e Clare. E’ bastato l’incipit del racconto, per piombare in un mondo meravigliosamente altro e, al tempo stesso, malinconicamente vicino. In questa vicenda d’amore che si dispiega negli anni, malgrado gli anni, c’è il senso di cose che tutti, anche se non siamo smarriti naufraghi cronologici come Henry De Tamble, ci ritroviamo prima o poi ad affrontare. Cose che fanno bene e fanno male: la distanza, la nostalgia, la paura di perdere i propri cari e il valore del ricordo di ogni esperienza, anche la più dolorosa.
Soprattutto, mi ha colpito la capacità del racconto di restituire la bellezza del sentimento nel corso del tempo. Lì, dove alla passione che accende l’innamoramento, si aggiunge l’incanto del bastarsi l’uno per l’altra, nonostante il riconoscimento delle debolezze reciproche, o forse ancor di più attraverso le debolezze reciproche. Quell’incanto che ti spinge anche verso la ricerca profonda di qualcos’altro che completi il senso assoluto dell’amore.

Forse, potrei aggiungere qualcosa sullo stile di scrittura, o sugli aspetti tecnici del plot ma, ora come ora, non sarei obiettivo. Ora come ora, so solo che questa storia mi ha aperto un buco dentro e me la porterò appresso per un pezzo.

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4 pensieri riguardo “Tutte le volte in una sola”

  1. Mi hai messo una grande curiosità addosso. Mi sa che oggi stesso passerò dalla biblioteca per prenotare il libro (dato che al momento è già in prestito)…
    Comunque, mi trovo perfettamente d’accordo sul fatto che la qualità dell’opera non sia fondamentale per creare quei legami di affezione che ci uniscono a certe storie e che diventano per noi dei modelli cui fare riferimento.
    Buona settimana!! =)

  2. La mia vita è stata cambiata, decisamente, da 3 persone e qualche libro.
    Come te penso che le contingenze centrino: sono indispensabili.
    L’essenziale è avere la predispozione interiore e la capacità di riconoscere e accogliere i respiri di vita che quelle parole offrono.
    E allora si che un racconto può cambiare il senso di una storia.

    Gloria

    1. Si, Gloria, è proprio così. Le storie che incontriamo diventano parte della nostra storia e se uno ha la voglia di trovarne, ne trova sempre di nuove da ascoltare, leggere, vivere.
      Marco

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