Piazza che spiazza

Spiega Rosy Bindi, presidente del PD a proposito della manifestazione del 5 dicembre (“No B Day”):

”Il principale partito dell’opposizione non va in piazza a chiedere le dimissioni del Presidente del Consiglio, eventualmente ascolta la piazza poi prende decisioni e assume comportamenti che nelle sedi proprie siano efficaci.

Intervistato da Francesco Costa, spiega Alessandro Toffu, responsabile dell’organizzazione dell’evento :

«La nostra manifestazione è una protesta, la protesta delle persone che non ce la fanno più. La politica ha il compito di trasformare questa protesta in proposte concrete per creare un’alternativa».

Sono due posizioni che possono trovare un punto d’equilibrio? Secondo me si e si poteva fare qualcosa di più. Eppure nelle scorse settimane, se solo si nominava “il NO B Day” dalle parti del Partito Democratico, si rischiava la scomunica. E quei pochi che addirittura aderivano (Civati, Scalfarotto, Marino, Realacci) erano considerati degli eretici pericolosi. Cose che accadono a chi sta diventando bravissimo a non demonizzare l’avversario, ma è ancora più bravo a demonizzare se stesso.

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