Storia di questo Natale

Norman Rocwell Christmas illustrationCi sono il surimi come antipasto, il baccalà come piatto forte. Se non stramazzate al suolo prima, alla fine vi gustate il panettone Gentilini, riscaldato nel forno, con la crema pasticciera per bagnare il medesimo. E, quando pensate di aver toccato il cielo con un dito, arriva  il torrone di Soriano (arancio, noci, miele…), l’ottava meraviglia del creato.

C’è il Te Deum in latino, recitato da mio nonno a memoria ed, a mezzanotte, c’è Gesù bambino, deposto nella paglia. Beh, per la verità stasera l’abbiamo deposto alle 10.35. Nonno ha 98 anni e ormai la veglia comincia a pesargli troppo, per poter fare i fiscali. E, poi, con tutti i fusi orari del mondo, volete che non abbiamo beccato comunque una mezzanotte da qualche parte nel globo?

Ci sono vecchi film che mi piace riguardare in queste ore, almeno qualche scena. Non posso fare a meno di Jimmy sul ponte e mi continuo a commuovere quando vedo rientrare Neal Page a casa. E, poi, come potrei non intenerirmi per Luca che parla del suo presepe?

Qua non mi capiscono… Io faccio il presepio perché quando avevo i figli piccoli, lo facevo… Sapete, era un’allegrezza… E anche adesso che sono grandi, io ogni anno debbo farlo… Mi sembra di avere sempre i figli miei piccoli… Sapete… anche per religione. È bello fare il presepio… E l’ho fatto senza l’aiuto di nessuno.

Non c’è El Gaucho, per il secondo anno consecutivo si trova dall’altra parte del pianeta. Lo raggiungo al telefono, mentre percorre in autobus la Pampa. Festeggerà Natale, con un tuffo nell’oceano. Ci manchiamo a vicenda. Tanto.

Non c’è nemmeno Lei, che stanotte  lavora duro, come al solito, per cercare di aiutare qualcuno che soffre. Quando l’ho sentita a mezzanotte era nel pieno di un’emergenza, nemmeno il tempo di mangiare un panino, altro che cenone. E, come sempre, quando lei non c’è, mi sento come a metà.

Non c’è, soprattutto, mia nonna, per la prima volta da quando sono nato. E’ la storia più dura di questo Natale ma, per paradosso, è anche il ricordo struggente, dolcissimo, di tanti Natali passati, allegri e spensierati. 

E mentre penso a tutto questo, la mezzanotte è passata da un pezzo: sono le due del mattino del 25 Dicembre 2009. Buon Natale.

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