Tutti i grandi sono stati bambini

Ci voleva l’incoscienza di un pazzo per misurarsi con l’impresa colossale  di tradurre, nelle vignette di un fumetto,  un capolavoro letterario come Il piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry.

Ci voleva una matita incantata per restituire la magia dei disegni originali con i quali lo scrittore/aviatore ha consegnato al mondo la sua storia.

Ci voleva il cuore puro di un bambino per appropriarsi di questa favola e e riscriverla per altri bambini di tutte le età.

Joan Sfar l’ha fatto e il suo Le Petit Prince, pubblicato da Gallimard, è una piccola delizia per gli occhi e per l’anima.

Non chioserò dicendo che incoscienza, cuore e sensibilità grafica sono le qualità di un vero artista, anche se in Francia per il fumetto, anzi per la bande dessinée, c’è grande considerazione. E Joann Sfar ne è considerato un maestro, già dai tempi de Le Chat du Rabbin (Il gatto del rabbino).

Francamente, la discussione sul fumetto come forma d’arte non mi ha mai entusiasmato.  Leggo fumetti, così come leggo romanzi, ascolto musica e vado al cinema, per le emozioni che queste forme d’espressione sanno regalarmi. E le 110 tavole de Il Piccolo Principe ne regalano molte.

Rispetto alle sue opere precedenti, i puristi dicono che, nell’occasione, Sfar pecca in timidezza. L’autore avrebbe, per rispetto all’opera originale, ammorbidito il suo difficile stile  grafico/narrativo .

Può essere, ma l’operazione è comunque coraggiosa. Colpisce, in particolare, come Sfar abbia ripreso il segno delle illustrazioni originali, ma l’abbia – al tempo stesso – immerso nel suo stile e nel contesto della letteratura disegnata tout court.  Non ha tradito l’originale e non ha tradito nemmeno se stesso.

Al resto pensa l’incanto assoluto della favola di Saint-Exupéry, i dialoghi commoventi fra il bimbo e l’aviatore, fra il principe e gli stralunati personaggi, incontrati nel viaggio stellare. Il fumetto ne restituisce intatta la magia. E’ come tornare bambini e riascoltare la fiaba, ritrovando il senso di meraviglia delle cose.  In fondo:

Tutti i grandi sono stati bambini, ma pochi se ne ricordano.

p.s.
A quanto ne so, il fumetto non è stato ancora tradotto e pubblicato in Italia. Per chi leggiucchia in francese, però, c’è Amazon.

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