L’orrore più grande

C’è stato un tempo in cui avevo un nome… C’è stato un tempo in cui avevo un lavoro… C’è stato un tempo in cui ero uomo, qualunque cosa questo significhi…

La storia di “Mater morbi” inizia così. Un incipit da brividi per Dylan Dog e per i lettori.

Io l’ho letto, mentre ero nel corridoio di un ospedale, il 28 dicembre, e aspettavo di sapere se avrei dovuto operarmi (per fortuna, è andata diversamente). Un effetto speciale di cui avrei fatto volentieri a meno, ma che è diventato un affetto speciale nelle pagine successive.

E’ memorabile quest’episodio di Dylan Dog per la storia che racconta, per il modo in cui la racconta(no) Recchioni (ai testi e al cuore), Carnevale (matite, pennelli e anima).

Licantropi, vampiri, serial killer, sembrano una inezia in confronto al mostro, umano troppo umano, con cui Dylan deve confrontarsi stavolta, la malattia.  Uno di quei mostri che spaventano anche i benpensanti. Così anche  l’Italia dei non appassionati di fumetti si è accorta di questo piccolo gioiello narrativo, ma per farlo, c’è voluta la solita polemica sull’eutanasia, uno dei temi trattati dalla storia, insieme a tanti altri.

In queste ore se ne leggono di tutti i colori, dimenticando colpevolmente, che un fumetto – come un film o un romanzo – non  è un saggio. Giudicarlo con il metro della pura riflessione critica, significa sopravvalutare e, al tempo stesso, sottovalutare la dimensione narrativa delle emozioni.

Il viaggio nella malattia di Dylan non pretende di raccontare verità assolute. E se qualcuno dei pennivendoli da giornale che ne hanno scritto, avesse avuto il buongusto di approfondire, avrebbe scoperto attraverso quale vissuto doloroso, lo scrittore Roberto Recchioni è arrivato a svilupparne la trama. Lo racconta lui stesso nel suo bel blog.

Come ha sottolineato un altro bravo sceneggiatore di fumetti, Tito Faraci, si fa torto alle qualità del racconto se non si considera questa storia per quello che è, un magnifico episodio di Dylan Dog. Non a caso, gli autori hanno scelto di aprire e chiudere la storia, con scene canoniche dell’immaginario dylandoghiano (il protagonista fa l’amore con la bella di turno e, poi in conclusione, il protagonista ritorna alla sua attività quotidiana di cacciatore di mostri).

L’avventura è costruita, secondo lo schema mitologico del viaggio dell’eroe di Joseph Campbell, come se fosse una piccola Odissea. Il percorso di sofferenza, fisica e psicologica, diventa l’attraversamento di un mondo “altro”,  dove Dylan incontra “alleati” e “nemici” del tutto particolari e, quando alla fine, ritorna al suo mondo ordinario di mostri da B-movies, ha compiuto una sua personale maturazione.

Certo, la salute di un personaggio seriale vanta dei privilegi. Dylan per quanto si ammali, non può morire ed è scontato che debba guarire. I lettori sono portati a percepire tutta l’avventura come l’ennesimo incubo, vissuto dal loro indagatore dell’incubo di fiducia. Dal prossimo mese, si riparte con un altro vampiro, o con l’ennesima follia dell’Alter-ego Xabaras… Ma la sensazione, quando si richiude l’albo, è di portarsi dietro la fragilità che pervade tutto il fumetto.

Questo è “Mater morbi”, una bella storia a fumetti. Non chiedetegli di più. Non infilatela a forza nelle squallide diatribe di un paese, dove ci si divide di fronte al dramma del fine vita, come tifosi di calcio. Con quello Dylan Dog non c’entra nulla. Lui è una persona seria.

Pubblicato su iMille

Annunci

2 pensieri su “L’orrore più grande”

  1. La cosa piu’ sconvolgente e’ venirlo a saper dal blogghe che eri sul punto di operarti. O e’ per far alzare l’audience?
    Comunque sia mi dissocio dalle due operazioni, quella di marketing e quella ospedaliera. E ora censura se vuoi.

    1. Beh il gastroenterologo l’aveva buttata giù dura. Però è rientrato tutto. Tranquillo Gaucho, per quando torni con i tuoi cinque figli (Manolo, Rodrigo, Felipe, Osvaldo e Rosita) mi troverai in perfetta forma.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...