B e il giorno della marmotta

La semiologa Giovanna Cosenza sul suo blog ripropone la prima apparizione televisiva dell’imprenditore B: una intervista rilasciata a Enzo Biagi nel 1986. Giovanna fa notare, a ragione, che lo stile comunicativo del Cav. non è cambiato di molto.

Ed è singolare, a pensarci bene. B si esprimeva così, quando ancora il muro di Berlino era al suo posto, quando ancora Maradona doveva vincere il mondiale messicano. Prima di Internet, prima dei cellulari, prima di Twin Peaks e della Lambada. Già allora nella sua testa c’erano, probabilmente, i paladini del bene in forza contro le forze del male.

Ascoltare il Cav.  è come ritrovarsi nel film  Ricomincio da capo (Groundhog Day, 1993 di Harold Ramis con Bill Murray) a rivivere sempre uguali le stesse 24 ore, lo stesso “giorno della marmotta”.

E’ la conferma che la grande narrazione di B, la visione del mondo di cui il suo linguaggio si fa portatore, viene da molto prima della discesa in campo.

Va ricondotta a mutazioni più profonde della nostra sensibilità collettiva (abitudini culturali, consumi, aspirazioni), direi persino, del nostro stare insieme. In campo politico, B non ha fatto altro che raccogliere il frutto di tutto questo, in termini di consenso.

Forse per questo motivo, le generazioni precedenti (Montanelli, Biagi, Eco,etc.) al consolidamento di quei modelli culturali sono state le prime a cogliere il pericolo che certi comportamenti privati, attraverso B trovassero, una inedita configurazione istituzionale.

Ne è nato un corto circuito mostruoso, perché sapete qual è la cosa davvero orribile? Non che B -e  il suo linguaggio – non siano cambiati, ma che non sia cambiato il paese, inchiodato al suo perenne giorno della marmotta.

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4 pensieri su “B e il giorno della marmotta”

  1. l’italiano è intimamente destrorso, b. lo sapeva (e lo sa), assecondandolo con le su tv al prosciutto ne ha solo approfittato con la complicità dei “padroni immanenti”, morto lui ne arriverà un altro, magari meno pericoloso, ma sempre di destra

    1. Credo che la tv abbia fortemente contribuito. Non tanto, nell’aspetto della propaganda, che ovviamente pure quella ha un peso enorme, ma nell’amplificare certi cambi di sensibilità delle persone. Non è avvenuto solo in Italia, solo che in Italia questo ha avuto esiti devastanti, perché non abbiamo una cultura civica forte come in altri paesi.
      Comunque, caro aliante,corriamo a fare richiesta per entrare nei “paladini del bene”. E’ sempre stato il mio sogno fare il supereroe, tu sai già volare quindi…

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