Ave Tex, morituri te salutant!

Per chi ama Tex Willer, è sempre curioso leggere le cronache degli sceneggiatori. Qualche giorno fa, Michele Medda raccontava sul suo blog dell’esordio texiano e delle difficoltà di trovare una trama originale per un personaggio (il più longevo del fumetto nostrano) con centinaia di storie alle spalle.

Tito Faraci, invece,  ha confessato di lasciare ogni tanto per strada, o meglio per canyon, qualche bandito…

Tito si riferisce al destino ingrato di tutti quei poveri fuorilegge di second’ordine, molte volte privi persino di un nome, che compaiono solo per poche vignette. Questi “tangheri”, li chiamerebbe Tex, che cercano di fare la pelle ad Aquila della notte e ai suoi pards e, inevitabilmente, sono condannati a finire impiombati.  Tristi morituri di cui lo stesso sceneggiatore, in corso d’opera, fatica a tenere il conto:

A inizio scena indico che sono, poniamo, dodici banditi messicani. Poi comincia la sparatoria e, uno dopo l’altro, Tex Willer ne elimina tredici (così gli tocca pure ricaricare le colt).

Qualche anno fa, in uno speciale della rivista Daim press, un critico volenteroso si prese anche la briga di stendere una cospicua anagrafe mortuaria di tutti coloro che Tex aveva inviato a far la conoscenza di Messer Satanasso.  Faceva impressione…

Ma a Tito consigliamo di non preoccuparsi, i lettori fanno poco caso a queste quisquiglie e, d’altronde, lo stesso Claudio Nizzi – decano e colonna portante degli scrittori texiani – ammise in una intervista di essersi, a volte, dimenticato per strada, perfino uno dei pard.

Poca male, aggiungo io, se si tratta dell’ignavo Kit Willer, quel bamboccione che campa alle spalle di papà Tex nella Riserva indiana. Credo che anche il padre abbia avuto a volte la tentazione di dimenticare quel tragico errore di gioventù.

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2 pensieri riguardo “Ave Tex, morituri te salutant!”

  1. Non so sai… Tex in effetti è davvero longevo e ha uno zoccolo ben saldo di pubblico, ma il lettore si sta facendo sempre più esigente e – anche se non fa caso a un morto in più o in meno – si annoia facilmente. Mister No e Nick Raider erano altre due serie storiche che hanno pagato caro lo scotto del’incapacità di rinnovarsi (difatti hanno chiuso). 😉

    1. Però l’ultimo Tex di Faraci,Boselli & Co. è notevole. Patagonia, per esempio, è uno dei migliori racconti Texiani da decenni. Perfino quell’ignavo di Kit Willer sembra un personaggio credibile.
      Per il resto, la tendenza a perpetuare gli stessi schemi… E’ uno dei grandi limiti del fumetto italiano seriale… con poche eccezioni.

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