Se i lettori fanno “Ooooh”

Un racconto è anche meraviglia, sorpresa, colpo di scena.

Ma l’emozione è tutta lì? A volte sì, verrebbe da dire, di fronte a certo cinema di cassetta, a  certi fumetti di pura spettacolarità. E’ il problema delle storie gonfiate a forza di coup de theatre per andare avanti, tipo certi culturisti che fanno il pieno di steroidi per esibire i muscoli.

Lo sceneggiatore Michele Medda ritrae oggi sul suo blog con qualche ironia (da primo aprile)  i lettori che amano fare “ooooh” davanti a certi racconti, tutti “narrativamente” muscolari.

Si può ridurre il fascino di ua narrazione ai soli coup de theatre che riesce a darci? Certo che no. Nel bellissimo saggio/dialogo tra Alfred Hitchcock e Francois Truffaut, il maestro del brivido, per esempio, racconta come invece della pura sorpresa si possa giocare sulla suspense, per avvincere l’interlocutore.

Detto questo, anche gli “oooooh” ci vogliono e fanno parte del gioco. Da spettatore/lettore ce ne sono certi che mi hanno regalato emozioni assolute e cui non rinuncerei mai. Vi propongo il mio personale podio. Voi, se volete, aggiungete il vostro.

3)  Nel finale de “Il silenzio degli Innocenti”  la polizia bussa a una porta… Sembra essere sulle tracce del serial killer ma… “Oooooh”

2) Ne “la saga di Fenice” degli X-Men (a fumetti), nel terzo capitolo, i nostri eroi sembrano annientati, ma poi l’inquadratura scende sui sotterranei de “il club infernale”… Una figura riemerge dalle acque putride del condotto fognario…  “Oooooooooh”

1) Nel finale di “Star Wars – L’impero colpisce ancora”, Darth Vader incalza Luke SkyWalker e… No, questo non posso rivelarlo, se qualcuno non conoscesse la storia (?!?!?)… Mi limiterò a un grande, sonoro, “ooooooooooooooooooooooooh”.

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2 pensieri su “Se i lettori fanno “Ooooh””

  1. Nessuno dei tre colpi di scena che citi, giustamente, è posto come finale. Quando si cerca di basare tutto sul finale “a sorpresa”, in realtà, la sorpresa diventa prevedibile: vari indizi suggeriscono allo spettatore, se non l’oggetto della sorpresa, almeno il fatto che la sorpresa ci sarà.

    Un curioso finale “a doppia sorpresa” è quello del romanzo “Mani nude” di Paola Barbato. La prima sorpresa è (relativamente) prevedibile se si entra nella logica del romanzo, ed è narrativamente in linea con quanto abbiamo letto fino a quel momento.

    Invece, il colpo di scena che chiude il libro è totalmente inaspettato, un coup de theatre vero e proprio, che però cambia il piano di lettura con una sola riga. Uno spostamento di registro troppo brusco, per me (come se un film di Cronenberg diventasse un film di Hitchcock negli ultimi tre minuti), ma indubbiamente “oooh”.

  2. Grazie Michele. Non conosco il romanzo della Barbato, mi hai messo curiosità…
    Quando i finali fanno “ooooooh”? Mi viene in mente l’opera omnia di M. Night Shyamalan, già citata nei commenti al tuo post, che all’inizio trovavo interessante (Il sesto senso, ma soprattutto Unbreakable) ma che ora inizia a stufare, oppure I soliti sospetti di Bryan Singer.
    Gli “ooooh” che citavo invece appartenevano al genere “trappole narrative a gancio”: cliffhanger per rilanciare il seguito della storia. Come quello di Caravan 9… Razza di satanasso di uno sceneggiatore (come direbbe Tex)! Ci hai fregato tutti.

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