Nostos

Ogni ritorno in Italia è una maratona di cene in famiglia, rimpatriate con gli amici, incontri con persone che, per qualche meraviglioso accidente del destino, vogliono bene al titolare di questo piccolo blog.

Lo ammetto, alla fine del “tour de force” che è anche “tour de forchette” (visto che di solito di mezzo c’è anche qualche festa…),  prendo diversi chili e arrivo più stanco che dopo settimane di lavoro intenso in Francia.

Questa volta è stata speciale in molti sensi e, purtroppo, anche dolorosa.

Stasera preparavo scatoloni in una casa che presto non sarà più la nostra. Certo presto ci sarà un’altra piccola Itaca cui fare ritorno, ma nel frattempo bisogna fare le valigie. E, nel riporre ricordi recenti e antichi, vengono in mente persone  che non ci sono più e altre che non sai se potrai rivedere ancora.

Questo periodo  lontano da casa mi sta dando molto e mi sta anche togliendo molto. Non è il tempo di fare bilanci, ma non si può fare nemmeno finta di nulla. Per ora la vivo così.

E’ il mio momento da Ulisse 2.0, con la mia dolce metà, più paziente di Penelope, più importante di sempre. Domani mattina all’alba, prima di chiudermi dietro la porta di casa, la guarderò ancora una volta, con la certezza profonda che, fra un giorno o un secolo, sarà sempre bello tornare a casa.

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