La Ciapa no League

Il più bello del mondo. Si diceva un tempo (Anni Novanta del secolo scorso) del nostro campionato di calcio. Una affermazione tronfia, compiaciuta, degna dell’italiota  “chisto è o’ paese do sole”, però un fondo di verità c’era. Vent’anni dopo, molti quattrini in meno e parecchi scandalicchi in più, il calcio del (bel) paese ha perso ogni appeal.

Prendete l’ultima giornata. A rigor di statistica è una roba epocale: l’invencibile armada interista dopo oltre due anni, perde la testa. La propria e quella del campionato. L’incazzoso Mourinho si vede fare le scarpe dal tecnico che  ha sbertucciato di più in questi anni. Quel Ranieri cui soffiò un tempo la panchina del Chelsea e che ieri, con la sua Rometta “zeru tituli”, ha effettuato un sorpasso degno di Dino Risi.

Un campionato incerto fino alla fine, “spettacolare” quindi, si direbbe. Poi, se vai a vedere nel merito, ti rendi conto che lo spettacolo non brilla per qualità. La Roma è la stessa squadra scalcagnata che, a inizio stagione, rischiava la B.

Giocano con il secondo portiere titolare e con Long John Totti a mezzo servizio, ancora straordinario, ma con la mobilità calcistica di Maurizio Costanzo. Non bastano a spiegare il miracolo, l’esplosione del genio di Vucinic, “er core” de sta roma bella, testaccina, cor pupone, er cuppolone che c’ha fatto ennamorà…

Quer pasticciaccio brutto de via ambrosiana l’ha fatto l’Inter, dilapidando un vantaggio di oltre dieci punti alla fine del girone d’andata.  E’ colpa della mediocrità tecnica generale delle altre squadre, senza  costanza di risultati e di gioco.

Basta guardare la lotta per il 4° posto e l’ultimo biglietto utile per la Champions del prossimo anno. L’adorata Juve è, paradossalmente, ancora lì a giocarsela, nonostante abbia 12 sconfitte sul groppone, un orrore statistico senza precedenti. Eppure, a turno il Napoli, la Sampdoria, il Palermo, riescono ancora a regalarci speranza con i loro strampalati alti e bassi.

Altro che campionato spettacolare. Questo è “pallone-traversone”, “tressette a perdere” o come lo chiamano al nord il “Ciapa no”:  vince chi perde di più.

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3 pensieri riguardo “La Ciapa no League”

    1. Ne dico e ne penso il peggio.
      Mi farebbe piacere se Ranieri ce la facesse. Anche per come è stato trattato da noi. Sarebbe una grande rivincita. Per me che sono romano ma juventino, ti assicuro che sarà dura se vincono lo scudetto. Ma a questo punto, mi sembrerebbe più equo.

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