Professionisti della (buona) fede

Ci sono tre operatori umanitari che rischiano da mesi la propria vita per salvare quella degli altri in un ospedale afghano, gestito da Emergency.

Ora, secondo le accuse della autorità locali afghane, queste loro attività umanitarie sarebbero state solo la copertura (ottima sotto le bombe…), mentre si preparavano a fare la pelle al  governatore della regione. Avete capito bene?

Non al presidente Karzai o, che ne so, al generale McCrystal, capo dell’Inaf… No, l’obiettivo sarebbe il “celebre” Goulab Mengal, governatore di Lashkar-Gah, nella provincia meridionale afghana di Helmand.

A riguardo, mi ha colpito la violenza espressiva con cui il giornalista e blogger Francesco Costa si è scagliato contro chi  ha preso le difese di Emergency sin dalle prime ore, senza se e  senza ma. Professionisti di fede, li definisce, che firmano appelli a favore, senza domandarsi cosa ci possa essere di vero nelle accuse che vengono rivolte ai colleghi di Gino Strada.

Naturalmente, non è che Francesco Costa – osservatore sempre attento – non colga l’improbabilità delle accuse rivolte a Emergency. E, in un suo commento su friendfeed,  precisa:

…purtroppo non è impensabile, solo molto improbabile: quando pensi che in Afghanistan i talebani sono “la resistenza”, non è impensabile l’idea che due o tre più esagitati degli altri abbiano deciso di dar loro una mano.

Gli  esagitati in questione sarebbero i tre nostri concittadini che di mestiere fanno – da anni – il chirurgo, l’infermiere e l’operatore sanitario. E su che base Francesco Costa pensa che persone di Emergency possano divenire potenziali fiancheggiatori di terroristi? Esistono casi precedenti che testimoniano questa deriva dentro l’organizzazione di Strada?

In apparenza no. Ciò che disturba Francesco Costa come molti altri compreso, lo confesso,  il sottoscritto, è l’ostentata neutralità di Emergency. Questo non voler distinguere il bianco da l nero, questo ostinarsi a curare, con la stessa perizia, i buoni civili così come i cattivi talebani. Lo ha chiarito molto bene Giovanni Fontana in un suo post. Quelli di Emergency: 

sono costretti ad adottare la neutralità come metro, anche se questa è una posizione disgustosa. Per un bene più grande, ovvero curare le persone, si trovano a fare una cosa indegna: ovvero essere neutrali rispetto a idee, come quelle del fondamentalismo dei taliban, per cui qualunque persona con un abbozzato concetto di etica proverebbe repulsione.

Ecco è questo il nodo centrale, un problema etico. Ne potremmo discutere fino al 2050. Ma questo, a bene vedere, non ha nulla a che fare con le accuse assurde che vengono mosse in queste ore.  E, se certe prese di posizione acritiche sono sbagliate, altrettanto lo è la diffidenza a tutti i costi verso Emergency, il mettere sullo piano il loro impegno quotidiano e la loro visione politica.

Ripeto non sono un fan catodico di Strada. Magari, domani,  scopriremo che nascondeva in casa Bin Laden e che le armi in quell’ospedale afghano le hanno davvero messe i suoi colleghi. Ma fino allora sarebbe cosa  buona e giusta  fare tutti professione di  (buona) fede, nei confronti di chi – anche se la pensa politicamente in maniera diversa da noi – rischia ogni giorno la pelle per salvare quella di un altro. E questo, al momento, è l’unico fatto certo.

Annunci

1 commento su “Professionisti della (buona) fede”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...