Di principi e principii

Aspettavamo il re Messi, invece a risolvere la partita delle partite ci ha pensato un principe.

Il drago catalano non era poi così cattivo e il mago Mou, con i suoi tic incazzosi (in pratica un Oronzo Canà portoghese), gli ha fatto l’incantesimo.

Quando le partite diventano favole da tramandare a memoria dei post(eri) va così, lo dico da juventino con un poco di invidia. Al resto hanno pensato un arbitro maldestro e un Barcellona malconcio.

Finale della fiaba? All’Inter vissero tutti felici, tranne Balottelli che, con quel gesto, ha dimostrato che si può essere, comunque, grandi giocatori e piccoli uomini.

E’ giovane, ha tempo per pentirsene e farlo dimenticare. Per sua fortuna, questo calcio non ha memoria, si vive di principi, non di principii.

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