Mi ci romperò la testa

Io racconto e continuo a farlo. Perché bisogna parlare, raccontare, farsi capire, solo così abbiamo una speranza di sconfiggere le mafie

Ascoltando Roberto Saviano ieri al Festival Internazionale dell’Informazione, a me è venuto in mente un personaggio di un altro scrittore, Leonardo Sciascia, in un’altra storia che, in fondo, è la stessa storia.

Rincasò verso mezzanotte, attraversando tutta la città a piedi. Parma era incantata di neve, silenziosa, deserta. ‘In Sicilia le nevicate sono rare’ pensò: e che forse il carattere delle civiltà era dato dalla neve o dal sole, secondo che neve o sole prevalessero. Si sentiva un po’ confuso. Ma prima di arrivare a casa sapeva, lucidamente, di amare la Sicilia: e che ci sarebbe tornato.
“Mi ci romperò la testa” disse a voce alta.

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