Ken, mio fratello che guardi il mondo

Oggi, questo piccolo blog celebra (in testata e in post) la festa dei lavoratori con una delle più belle storie di sempre del fumetto italiano, Ken Parker.

Scritto da Giancaro Berardi e disegnato da Ivo Milazzo, Ken Parker racconta l’epopea western ma soprattutto l’epica umana di un  “lavoratore dell’avventura”, un precario ante-litteram, davvero indimenticabile.

Ken inizia come cacciatore nei territori sterminati del Nord americano (il Montana) poi parte per l’Ovest e diventa scout dell’esercito. Disgustato dalle stragi compiute dai militari ai danni degli indiani, presso cui ha vissuto conoscendone la civiltà, si dimette.

Nel suo girovagare per le strade d’America, fa il  contadino maldestro, l’attore improvvisato, il taglialegna solitario e, infine, l’operaio in una fabbrica.

Qualcuno ha fatto notare ironicamente che Ken Parker cambia più mestieri di Paperino ed è una battuta più significativa di quanto si pensi. Paperino cambia lavoro, perché le diverse realtà con le quali si confronta, permettono agli autori disneyani di calare la sua maschera comica in situazioni umoristiche sempre diverse.

Per Ken è la stessa cosa, ma in senso adulto, esperenziale. Ogni nuova occupazione diventa un mondo da conoscere: volti e storie che partecipano alla sua storia e lui partecipa alla loro.

Non c’è nulla di retorico, ad esempio, nell’episodio Sciopero, in cui Ken operaio di fabbrica si ritrova fianco a fianco dei suoi colleghi a toccare con mano, i soprusi del potere e l’immoralità della sopraffazione dell’uomo sull’uomo.

Ken legge Marx, con lo sguardo semplice ma anche ideale con cui lo potevano davvero guardare gli umili lavoratori della fine dell’ottocento.  La speranza degli oppressi di ottenere una vita più giusta, di difendere l’unico capitale che davvero conti, quello umano.

Con il lavoro, ci ricorda Ken Parker, non ci si guadagna solo il pane quotidiano, ma la dignità e il rispetto di se stessi e dei nostri simili.

Sono nato e ho lavorato in ogni paese
e ho difeso con fatica la mia dignità

I versi di un grande poeta della canzone, genovese proprio come gli autori di questa meraviglia a fumetti, sono perfetti per descrivere l’epopea di Ken, nostrofratello che guarda il mondo con gli occhi di un lavoratore idealista.

Buon Primo Maggio a chi passa da queste parti.

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