Storie che fanno la storia

Il grande fotoreporter Robert Capa suggeriva ai suoi colleghi:

Se le vostre foto non sono abbastanza buone è perché non siete andati abbastanza vicino al soggetto.

Certo Capa, si riferiva alla vicinanza fisica, al trovarsi al posto giusto nel momento giusto. Ma vi si potrebbe anche leggere, in senso lato, l’importanza di una vicinanza espressiva al racconto messo in scena.

Perché se, come si è soliti ripetere l’arte del fotografo, ed in particolare quella del fotoreporter, sta  nel cogliere l’attimo, in quel singolo istante c’è il respiro di una vita intera.

Guardate, ad esempio, la foto qui vicino di Steve McCurry , fotoreporter dell’agenzia Magnum.

Lo sguardo di questa giovane rifugiata racchiude una storia grande come il mondo: rabbia, dignità, dolore, speranza. C’è un racconto che, inizia prima di questo scatto, che continua dopo questo scatto, che ci coinvolge da vicino.

Il ritratto fa parte di una raccolta di centouno fotografie con le quali l’associazione “Reporters sans frontiérs” celebra i suoi 25 anni in difesa della libertà di stampa.

Sono opere dei grandi fotoreporter dell’agenzia Magnum: da Robert Capa a Henri Cartier-Bresson, da Marc Riboud a David Seymour. Sono finestre aperte sul mondo che conquistano l’occhio con la loro potenza visiva, che strappano il cuore con la loro efficacia narrativa.

Jacqueline Kennedy piange il marito morto nel ’63. Un nero beve dal lavandino, esclusivo della sua razza, nell’America segregazionista degli anni 50. Ernesto Guevara gusta, con aria beffarda, un sigaro nel ’64.  Un terrorista di Settembre nero, si staglia come uno spettro su una terrazza del villaggio Olimpico di Monaco nel ’74.

Sfogliare questo libro è un rincorrersi di tante storie che partecipano di una storia più grande. La nostra, l’unica che ci appartiene fuori dalle differenze di colore, ideologia o preghiera.

Se volete emozionarvi comprate questo libro. Se volete fare qualcosa di buono, pensate che con il ricavato (10 euro) alimentate la voglia di raccontare di giornalisti e fotografi, pronti a rischiare la vita per donarci un pezzetto di dignità d’informazione in più.   La sezione italiana di Reporters sans frontières è animata da cronisti del calibro di Mimmo Candito, Tiziana Ferrario, Toni Capuozzo e Domenico Affinito. Il sostentamento finanziario di RSF deriva principalmente dalla vendita di album come questo.

I dettagli e una significativa galleria di immagini, li trovate qui.

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