Le parole che non ho

A volte ci sono parole che rimangono nel limbo, che finisco per non scrivere, anche se ho sulla punta delle dita.

Per esempio, mi sarebbe piaciuto ribadire il disagio per come prosegue la  storia di Momini, di cui ho già parlato, e che trovo esemplare di come le cose (non) vanno dalle nostre parti.

Ma non ho trovato parole abbastanza indignate.

Per esempio, avrei voluto chiedere al signor Viceministro come fa a dire certe cose, dopo che ci sono stati processi che hanno sancito colpe e responsabilità.

Ma non ho trovato parole abbastanza lucide.

Per esempio, volevo scrivere dello squallore di certi commenti che liquidano l’esperienza di un leader, con questa sicumera, quando ai tempi belli non si sentiva una sola voce critica manco a pagarla. O forse si, a pagarla, una voce critica la si trova sempre.

Ma non ho trovato parole abbastanza decise.

E ce ne sono tante altre. E tante altre ce ne saranno. Perché, non so se è per vigliaccheria o per pudore, ma certe parole proprio non le trovo mai.

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2 pensieri riguardo “Le parole che non ho”

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