Nel pensier mi fingo

Insisto: le sue espressioni al telefono con altri indagati lasciano pensare a trame oscure…
«Macché trame oscure. Il mio atteggiamento nei confronti di questi signori che mi parlavano al telefono era esclusivamente di strumentale, finta complicità. Avevo il dovere di comprendere a quali rischi poteva essere esposta la campagna elettorale del Pdl e dell’intero centrodestra se le voci incontrollate che circolavano fossero giunte, oltre che ai giornali, anche agli avversari politici.

Nicola Cosentino, intervistato da Angelo Agrippa, parla delle intercettazioni che lo riguardano

Una volta per capire l’Italia, potevi leggere Silone, Pasolini… Oppure guardare le grandi commedie di Risi e Scola. Oggi, per interpretare il nostro tempo, bisogna spulciare le intercettazioni e leggere interviste come questa.

E hai voglia a fare distinguo, ma vi rendete conto di cosa ci perderemmo se passasse la legge bavaglio?   Un personaggio come Nicola Cosentino vale Mastro Don Gesualdo e il Principe del Gattopardo. Siamo al di là della cronaca: questa, ragazzi, è grande letteratura.

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5 pensieri su “Nel pensier mi fingo”

  1. Questa cosa dei distinguo potevi dirla prima dell’emendamento di ieri. Da oggi non c’è nessun distinguo visto che si potrà pubblicare tutto (tranne i messaggini di ricucci alla falchi, ma questo penso che entrambi lo troviamo un passo avanti), ma si potrà intercettare molto meno.
    Perdona l’immodestia, ma in estrema sintesi le chiacchiere stanno a zero: la battaglia più importante doveva essere quella contro le limitazioni ai magistrati inquirenti e alle forze dell’ordine (la “mia” e di pochi altri), quella meno importante è quella che avete vinto. Tu Ezio Mauro e Gianfranco Fini…

    1. Caspita che compagnia! Io, Ezio e Gianfry? Onoratissimo, se mi aggiungi anche il nome di Stefano Rodotà, ancora di più. 🙂
      Richiamavo il tuo post, proprio perché riassumeva le questioni sul tappeto.

      Ho solo un appunto: sui messaggini… Ecco, moralmente ineccepibile, sono d’accordo certo. Però poi penso a una battuta come: “attendimi nel lettone di Putin…” E mi chiedo: anche se giuridicamente irrilevante è giusto togliere al mondo la possibilità di leggerla? Qui, lo ripeto, siamo a vette letterarie straordinarie. Il Satyricon e poco altro reggerebbero il confronto…

      1. alta letteratura, concordo. Ma non ti preoccupare: quelle in teoria sarebbero vietate anche oggi (non la pubblicazione ma la registrazione)

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