La libraia di Marrakech

C’è una storia che riscopro in queste ore. Una storia che mi porta lontano da questo paese, affogato nei livori dei suoi leader stravecchi.

Una vicenda biografica che riconcilia con il senso delle cose, che fa respirare aria buona in questo tempo asfittico e incerto.

E’ la storia di Jamila Hassoune che, andandosene in giro per le strade di Marrakech con una vecchia Renault 4 carica di libri, ci racconta di un mondo arabo diverso, da quello oscurantista delle Fatwa e dei martiri di Dio.

Io sono musulmana, faccio il Ramadan, ma questa rimane una questione tra me e me, anzi tra me e Dio. Infatti non lo dico neanche mai. La religione è questo, niente a che vedere con guerre e terrorismo. Del Corano a me infatti piacciono in particolare i passi che dicono che camminando non si deve fare rumore… Mi sembra sia un invito alla modestia e al rispetto: quando cammini non fare rumore, cammina piano…

Il resto lo trovate qui in una bella intervista (e se masticate transalpino, c’è anche questo video).

Magari è una storia che già conoscete, ma è bello sentirla raccontare da Jamila in prima persona, con tutta la sua intelligenza, con tutta la sua dignità, quella di di una civiltà millennaria fatta di numeri perfetti e racconti meravigliosi alla Sherazde.

Grazie ad Angelica per la segnalazione.

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