Siamo qui Margherita

Siamo qui Margherita. Io e te.

E già questa è la prima magia: l’incredibile miracolo della vita, Maggie. Tu sei nata esattamente un anno fa in questo stesso giorno.

Sei nata, per uno strano caso, nelle stesse ore in cui tuo zio (hai presente quel tizio occhialuto che ti fa le smorfie buffe nello schermo del computer?) iniziava a scribacchiare su questo blog.

Anzi, il primo post è stato proprio per te, per farti sapere quante fosse contento della tua venuta al mondo, anche se non ti poteva ancora abbracciare di persona.

Perché si dice “Venire al mondo”? E che ne so? Prima regola, Maggie: per le domande complicate devi rivolgerti a mamma e papà, come per la pappa.

Io sono lo zio, hai presente? Io servo per farti le smorfie sullo schermo del computer, per darti i baciotti sul pancino e fatti le pernacchiette che poi tu ricambi.

E, fra qualche anno, ti sommergerò di dolci e di giocattolini (beh qualcuno già adesso), perché noi zii, insieme ai nonni, abbiamo il dovere di viziarti. Credo che sia un diritto sancito dalla Costituzione.

Che cos’è la Costituzione? Uff… ancora non sai parlare bene e già fai solo domande difficili tu? … La Costituzione è una cosa … E’ una cosa che non serve poi molto, in Italia. Ma, ecco, anche questo chiedilo al papà, eh. Meglio sì.

Con me,  se vuoi, puoi guardare i cartoni animati. Anche io li adoro,  sai?  Anzi ti diranno che tuo zio è fissato con queste robe, che ha la tua stessa età mentale, in fin dei conti. Mica vero,  Maggie, è solo che lo zio non si è ancora rassegnato a fare il grande, gli piace continuare a sognare, anche da adulto.

A proposito, seconda regola: diffida sempre di chi si prende troppo sul serio. Come diceva un bambino guerriero che sognava un mondo diverso

tenemos que endurecernos pero sin perder la ternura jamas: bisogna essere duri, senza mai perdere la tenerezza.

Ecco, cara nipotina, prima mi chiedevi che cosa significa “venire al mondo”. Io non lo so, ma se proprio dovessi dire, penso che significhi viaggiare in questa vita, in cerca di felicità che non è mai  davvero tale, se non la condividi con altri compagni di strada.

Tu questo viaggio lo hai iniziato da appena un anno. Io sono in cammino da qualche primavera in più, ma non credere che abbia fatto così tanta strada. A volte, si procede a piccoli passi, come in quest’anno appena trascorso. Bellissimo perché sei arrivata tu, e durissimo perché qualcun altro, con cui avevo condiviso il cammino sin qui, ci ha lasciato.

Non c’è da essere tristi, Maggie, fa parte delle cose. Fa parte del viaggio. Per una storia che finisce, altre ne iniziano. Ogni storia è speciale a modo suo e tu ne sei la dimostrazione.
Speciale come il tuo nome, perché non sarai l’unica Margherita in circolazione, ma sarai, già lo sei, una Margherita unica al mondo. Unica come è unico il tuo sorriso, che rassomiglia un poco a quello della tua mamma, però appartiene  solo a te ora.
Ti appartiene come il tuo nome, semplice e bellissimo che , con un gioco tenero di petali, si usa per sapere quanto amore c’è nel mondo.
E non ce n’è mai abbastanza, stai sicura, per non cercarne altro.

Buon compleanno.

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