Va dove ti porta il navigatore

Il mio navigatore satellitare, nella sua precedente esistenza (anche i GPS avranno un loro karma?), deve essere appartenuto a Diabolik, che lo utilizzava per seminare la polizia sulle strade di Clerville.

Non vi è altra spiegazione, altrimenti, per i ripetuti tentativi di “depistarmi” che mette in atto, facendomi abbandonare comode superstrade a favore di sperdute viuzze di campagna.

E’ accaduto anche in questi giorni, mentre gironzolo sulla costa Bretone.

A un certo punto, lui “dà di matto” e con la sua femminea voce metallica (dall’accento russo/sardo) mi suggerisce gli itinerari alternativi più improbabili. E, quando ho la sventura, di dargli retta, in assenza di precise indicazioni stradali, iniziano i casini.

Di volta in volta, mi ritrovo in una viuzza sperduta fra campi di granturco, o abbarbicato su un sentierino di montagna, con le gomme della Bravo che fanno giacomo giacomo sull’orlo del precipizio.

La mia dolce metà ha ormai  un odio viscerale per il suddetto navigatore e con spirito “animista” gli attribuisce difetti umani, quasi che gli errori del GPS rispondano a una stupidità caratteriale dell’aggeggio.

Io, invece, sarà perché si tratta di un regalo affettuoso del Gaucho, o perché sono ormai diversi anni che mi fa compagnia sul cruscotto della Bravo, lo considero uno di famiglia. Tendo a perdonargli gli errori, anche quelli più imbarazzanti, con filosofico distacco.

E, poi, qualche volta, per quanto sembri assurdo, i suoi errori mi procurano gioie inaspettate. Come l’altro giorno: dovevamo raggiungere una cittadina sulla punta di una penisola e c’era una comoda strada interna per arrivarci.

Ma lui, il navigatore, ci ha costretto a seguire la lunghissima via costiera. Ci siamo così ritrovati per luoghi, appena accennati sulla carta, ma di una bellezza selvaggia. Abbiamo fatto il bagno di sole in riva all’Atlantico e attraversato campagne verdi, accarezzate dal vento. Una bella emozione, davvero, tanto più perché inaspettata.

In fondo, questo squinternato compagno di strada mi aiuta a ricordare che, in certe occasioni, il tempo che ti sembra inutilmente perso è in realtà un tempo preziosamente ritrovato.

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5 pensieri riguardo “Va dove ti porta il navigatore”

  1. E’ proprio vero, basta saper trovare il lato buono in tutto! Ti ricordi il mio di navigatore?

    Oramai giace abbandonato in un tascone della mia borsa e lo tiro fuori solo in caso di disperazione e solo se intorno c’è il deserto.

    Me ne ha fatti fare di giri di inutili nel brevissimo tempo in cui l’ho usato!

    1. eh eh… 🙂 bisognerebbe fare un censimento di tutti gli ammenicoli tecnologici che finiscono in disuso nelle nostre auto… Io ho seminato auricolari sotto i sedili e, ogni tanto, ne rispunta uno. Nel frattempo il telefono cui faceva riferimento si è rotto o rimpiazzato.

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