Sono pazzi questi galli!

Pare che la notizia che mi aveva fatto sorridere, abbia fatto invece imbestialire i miei “padroni di casa”: Asterix svenduto agli imperialisti di McDonald, per un tozzo di cheeseburger. La polemica rimbalza in ogni dove, con le solite sproporzioni che assume ormai il circo Barnum dei media, quando riprende qualche voce dalla rete.

Lo spiega Luigi Siviero che, giustamente, si domanda anche il perché di tante esagerazioni, visto che lo sfruttamento promozionale del personaggio va avanti da anni. E qui, su Les Echos e su Cartoonist globale, trovate una documentata cronistoria delle avventure promozionali di Asterix, tanto per ribadire la pretestuosità della diatriba.

Insomma, una voce scomposta e senza fondamento semina il panico nel piccolo villaggio dell’Armorica, proprio come accadeva in Asterix e la zizzania. Resta l’affezione, questa autentica, dei transalpini per il loro avo d’inchiostro , una parodia efficace delle identità di questo paese, come spiega nel suo bel saggio ( Astérix ou la parodie des identités) Nicolas Rouvière.

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