Nel giardino delle storie possibili

In tutte le opere di immaginazione, ogni volta che un uomo ha davanti diverse alternative, ne sceglie una e scarta le altre…

Jorge Luis Borges, Il giardino dei sentieri che si biforcano

Guardando questa divertente  campagna pubblicitaria su youtube, mi viene  in mente come certi stilemi narrativi tornino, con curiosa puntualità, a sollecitare il nostro immaginario.

L’idea di narrare più volte la stessa storia, raccontandone in sequenza i passaggi e le soluzioni possibili diverse, si deve alla colta Officina di Letteratura Potenziale (OULIPO) di Raymond Quenau, l’avanguardia della letteratura francese attiva negli anni Sessanta.

Negli anni Ottanta, divenne un filone anglosassone della letteratura per ragazzi  (i cosiddetti libri game)  ed approdò al fumetto seriale su  Topolino, con le “mitiche” storie a bivi.

Prima che George Landow ci spiegasse le gioie dell’ipertesto, quando tutta l’interattività del nostro immaginario si racchiudeva in una telefonata televisiva a Raffaella Carrà per dire quanti fagioli c’erano nel vaso.  Fu allora, che Bruno Concina e altri artigiani Disney iniziarono a fabbricare racconti a scelta multipla.

Lungo la storia si poteva selezionare una possibilità, piuttosto che un’altra, saltando un certo numero di pagine, andando avanti e indietro per il racconto, per arrivare a un finale che era solo uno dei diversi disponibili. “Quattro storie in una” recitava a volte il titoletto sulla copertina della rivista, quasi a sottolineare in termini pubblicitari da fustini del detersivo, la bontà di questo piccolo supermercato delle storie.

In fondo, le storie a bivi (qui una disamina del filone) stanno all’arte della narrazione come il trucco rivelato alla magia dell’illusionista.

Significa smontare l’oggetto “racconto”, per mostrare come è fatto dentro. Come all’interno di una storia, ce ne siano tante altre, tutte possibili.

Se volete, è un trucco ingenuo e riduttivo, perché in una buona storia non tutto deve essere raccontato. Però, come dimostra la campagna di youtube, l’espediente continua ad avere una sua qualità espressiva. Una divertente parodia della vita di tutti i giorni che, tra sentieri percorsi e soste nel giardino, ci obbliga sempre a qualche rimpianto, a qualche nostalgia.

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