Storia di quelli che se la cercano

Questo post è dedicato alla strana razza di quelli che se la cercano.

Quelli come Giorgio Ambrosoli. Almeno a sentire il senatore Giulio Andreotti, nella dichiarazione rilasciata allo speciale La Storia siamo noi sulla vicenda dell’avvocato milanese:

“certo è una persona che in termini romaneschi se l’andava cercando”

Tante polemiche, si vabbeh, ma in fondo mica ha torto il buon vecchio Belzebù.  Ambrosoli se l’è cercata, perché ha fatto il suo lavoro, perché non si è voltato dall’altra parte quando poteva.

Come quel sindaco laggiù in Campania, Angelo Vassallo. L’hanno seppellito stamattina (lo ricorda Civati). Forse l’ha ammazzato la camorra, forse no. Che importa? Di certo pure lui se l’andava cercando, con tutto quel darsi da fare per ridare onore alla sua terra, per non lasciarsi piegare dalla logica del compromesso.

Viene da chiedere, seguendo l’inflesso dialettale del senatore: ma non ce l’avete na’ casa? Perché non pensate ai fatti vostri, insomma? Ah beato quel paese che non bisogno di gente che la cerca, come diceva il poeta.

Per fortuna in Italia, sono rari come le mosche: Falcone, Borsellino, Dalla Chiesa… Se la cercano, e poi chiaro che la trovano.

E ve lo ricordate quel Bob, una quarantina d’anni fa negli Stati Uniti? Pure lui che testa. E dire che ce l’aveva in casa il cattivo esempio da non seguire. E invece no, dagli giù a fare discorsi, a sognare di cambiare le cose come non sono mai state.

Pensate che questo Bob il giorno che ammazzarono quel prete di colore, Marthin Luther Qualchecosa – un’altro di quelli che se la cercano, ovvio, fanno comunella questi tipi – beh quel giorno, lui mica rimase a casetta, come i cristiani normali. No se ne andò fra i neri dei quartieri poveri, a chiedere perdono, a cercarsela tanto per cambiare.

Mica come oggi che i politici perbene, quando li fischiano, chiamano la Sicurezza e si chiudono in casa o al Lingotto. E ti credo, mica sono scemi, mica se la cercano. O meglio cercano di guardare dall’altra parte.

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2 pensieri su “Storia di quelli che se la cercano”

  1. Io credo che il Sen. Andreotti dovrebbe cominciare (gli anni non gli mancano) a pensare a una sana cura della vita privata, gli obblighi di senatore a vita può anche trascurarli, glielo perdoniamo. Se ha un giardino (e credo che ce l’abbia) si dedichi alla cura delle rose, ai nostri cabasisi e alla loro rottura ci penseranno altri, non mancano. Buon riposo senatore Giulio!

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