Il respiro dello sguardo

Alla Adam Baumgold Gallery di New York, una mostra celebra l’illustratore e fumettistica Chris Ware.

Ho già parlato di questo autore, della sua capacità unica di costruire gabbie grafiche particolari, e su questa pagina della Gallery è possibile rivedere qualche tavola.

Al primo sguardo, le pagine di Ware potranno sembrarvi estremamente complesse. E, in effetti, lo sono. Questo cartoonist ha fatto della complessità una poetica. Nel senso che le sue articolate architetture grafiche richiedono un tempo di lettura lungo, a volte lunghissimo.

Se avrete la pazienza di seguirlo – vignetta dopo vignetta- il suo modo di costruire storie non potrà lasciarvi indifferenti. E anche questo dover procedere lentamente, dopo un poco vi sembrerà più un privilegio, che una costrizione.

Alle caotiche frenesie di tante insulse storie contemporanee, l’arte fumettistica di Ware contrappone una diversa percezione del mondo, più lenta, più assoluta. E il nostro sguardo, scorrendo le sue vignette, torna a respirare.



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4 pensieri su “Il respiro dello sguardo”

  1. Tutti parlate bene di Chris Ware. Anche io capisco che deve esserci qualcosa di particolare, speciale, che lui è dotato ma poi alla fine tutto questo genio non capisco proprio in che si estrinseca.
    Perché è il ragazzo più in gamba della terra ?
    Sono sinceramente interessato ad una sintetica spiegazione.
    Ciao
    Cacioman

    1. Allora, Cacioman (onorato di incontrarti qui, benvenuto 🙂 ), io non penso che Ware sia il “Jimmy Corrigan” del fumetto. Anzi, per gusto, sono più legato a cartoonist “caldi” mentre Ware, come narratore, è un freddo. Per capirci se lo dovessi paragonare a un autore di cinema direi Kubrik.
      Ware come Kubrik lavora sulle “forme” del racconto, piuttosto che sul racconto stesso. E’ come – se ogni volta – volesse portare ai limiti il linguaggio che utilizza.
      Capisco che l’operazione può risultare, a volte, stucchevole ma sul sottoscritto esercita un grande fascino. Ma mi rendo conto che, questa considerazione, da sola non risponde alla tua domanda.
      Proverò in un prossimo post ad analizzare qualche tavola, non per convincerti di nulla. Ma semplicemente per “spiegare” un pò meglio a me stesso, il perché di questo fascino.
      ciao

      1. Marco, già così è una buona indicazione aspetto però ulteriori dettagli. Grazie

        Un altro che mi fa questo effetto (capire che deve essere bravo, anzi bravissimo, vedere che piace a molti di quelli bravi ma non riuscire a condividere tutta ‘sta passione) è IGORT . Ma c’è da dire che io sul fumetto (anche sul fumetto) sono un gran ignorante.
        Attendo fiducioso.
        Ciao

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