Un mondo di storie

Voglio mostrare le cose dal mio punto di vista perché è più onesto, a mio avviso, certe volte essere soggettivi.

Joe Sacco, reporter e cartoonist

Le monde diplomatique è un mensile dedicato alla situazione internazionale, che spicca per rigore e prestigio nel panorama dell’informazione transalpina.

La scelta di dedicare un numero speciale di cronache del mondo, in versione fumettistica, rimpiazzando i classici articoli con storie grafiche, non è affatto banale, anzi è – come sottolinea qualche esperto di fumetti – una delle notizie dell’anno.

Immaginate se in Italia, che ne so, Limes (l’unica testata che per qualità complessiva, anche se molto diversa, mi sentirei di accostare a Le monde diplomatique) proponesse qualcosa del genere.

Ma, senza fare troppo gli esterofili, limitiamoci ad accogliere questa notizia per quello che è. La conferma che i linguaggi sono in movimento, che la cronaca a fumetti sta diventando uno dei modi concreti di raccontare la realtà contemporanea.

I rischi  che si tratti di una moda culturale ci sono, l’ho già scritto, ma la qualità degli autori coinvolti nel progetto fa ben sperare nell’occasione. E chissà che, proprio il fumetto non aiuti il giornalismo ad uscire dall’ipocrisia di certi falsi miti, come quello dell’obiettività.

Ho preso in prestito, in apertura di post,  le parole di uno dei pionieri del giornalismo fumettistico, Joe Sacco, proprio per ricordare che una delle evidenze stilistiche di questo genere è la sua spiccata soggettività.

Il fumetto propone al giornalismo anche un ritorno all’antico. Perché è evidente che la rielaborazione grafica si sottrae all’altro falso mito dell’informazione contemporanea: la velocità.  Come scrive Ignacio Ramonet  -uno delle autorevoli firme di Le Monde diplomatique – troppo spesso:

il giornalista è letteralmente asfissiato, crolla sotto una valanga di dati, di rapporti, di incartamenti più o meno interessanti che lo mobilitano, lo occupano, saturano il suo tempo e, come delle illusioni, lo distolgono dall’essenziale.

Ecco, per certi versi, la cronaca a fumetti può rappresentare un ritorno all’essenziale: al racconto delle cose in maniera onesta, nel giusto tempo.

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6 pensieri su “Un mondo di storie”

  1. Ciao Marco, sto leggendo in questo periodo proprio “Palestina” di Joe Sacco .Devo ammettere che nessuno mi ha mai fatto capire così tanto della situazione lì come questa graphic novel. Ciao.

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