Con rabbia e con amore

Se ne è andato a ottantotto anni, una età longeva. Anche se non certo quella da patriarca del suo Jack Crabb, il piccolo grande uomo, interpretato da Dustin Hoffman nel 1970.
Uno dei tanti , magnifici, film che Arthur Penn ci ha regalato nella sua carriera da cineasta.

Qualche giorno fa ricordavo in un post il mitico confronto tra JFK e Nixon in televisione, beh proprio Arthur Penn – allora producer e regista televisivo – fu uno dei consiglieri di Kennedy nell’occasione.

Penn era un democratico convinto e pensava che l’impegno civile facesse parte della sua responsabilità di autore. Così, anche quando parlava di gangster o di cowboy, riusciva a infondere nelle sue storie lo spirito inquieto dell’America degli anni Sessanta e Settanta.

I malviventi amanti Bonnie e Clyde, il giovane fuorilegge Billy the Kid, il meticcio Jack Crabb, il  detective privato Harry Moseby, sono tutte figure memorabili che si fanno portatori di conflitti generazionali e sociali più grandi di loro.
Sono il ritratto di un paese che non smette di sognare, ma che spesso tradisce crudelmente i suoi più accaniti sognatori. O almeno così la vedeva Arthur Penn, rabbioso, innamorato, cantore delle contraddizioni americane.

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