Che storia è?

Vi propongo un gioco visivo, un’analisi per sorridere, ma anche per ribadire  come un fumetto – e più in generale qualsiasi storia – si fondi su un peculiare mix di attese seminate e sorprese prodotte.

La nostra storia inizia con la vignetta qui di lato. Bene , a partire dalla situazione rappresentata, come pensate che procederà il racconto?

Vi do un paio di elementi di riflessione. La vignetta fa parte di una strip e l’intera narrazione si gioca in una sequenza di tre inquadrature.

Sicuramente la situazione è abbastanza chiara: un bacio negato, diciamo così per qualche piccolo problema di affiatamento nella coppia. Ovviamente alla messa in scena del problema, potrebbero seguire sviluppi diversi fra loro.

Partiamo da ciò che siamo portati ad escludere in base allo stile (realistico) della rappresentazione. Ad esempio, è difficile immaginare uno sviluppo fantastico o fantascientifico che, invece, sarebbe stato confortato se il desideroso baciatore avesse il viso mostruoso di un insetto o di uno zombie, come in certa fantascienza di serie B, anni Cinquanta.  In fondo è a quel periodo che la figurazione dei personaggi (abiti, acconciature, pose) sembra rimandare.

Fra tutti gli elementi attraverso cui si costruisce il racconto, quello determinante nell’interpretazione, in effetti, è il testo della didascalia. Quel

potrebbe essere il tuo alito

E’ qualcosa di più che un semplice suggerimento. E’ la chiave di volta della narrazione che determina il tono e, direi anche, l’obiettivo della comunicazione.   E infatti andiamo a vedere, come prosegue davvero la storia.

Qui trovate la vignetta n°2.

Che ne dite? Ormai al lettore tutto appare chiaro, meno forse al baciatore disatteso che, vista la faccia da pesce lesso, sembra avere problemi di neuroni, oltre che di respiro. Come che sia, le marche del racconto sono diventate palesi. Gli intenti pubblicitari del fumetto svelati. E a questo punto, quala sarà la conclusione? Cosa farà il baciatore per risolvere il suo dramma d’amore? Se siete curiosi e volete leggere la striscia nella sua interezza…

Il link è questo.

Sorpresi dalla conclusione? Beh io nel leggerlo la prima volta, devo ammettere di aver provato un certo sconcerto. La striscia appartiene alla produzione Fifties (per la precisione, è apparsa sui quotidiani nell’Aprile del 1950) di un abilissimo artigiano del fumetto americano, Frank Robbins.

Fa parte di una campagna a mezzo stampa ( la trovate su questo interessante blog di “modernariato fumettistico”), chiamata a legittimare le sigarette aromatizzate.  L’epoca e il contesto ci permettono di comprendere il senso di un racconto che, altrimenti, suonerebbe surreale al lettore contemporaneo. Oggi, il ruolo della sigaretta sarebbe assunto una caramella o da una gomma e, forse, al posto del fumetto avremmo uno spot tv.   

Oltre che farci sorridere, questo piccolo esempio conferma come le attese e le sorprese,  generate da una storia, variano nel tempo.  Accanto a racconti solidi che resistono ai cambi di gusto e di stagione, ce ne sono molti altri (per esempio quelli pubblicitari), è proprio il caso di dirlo,  dal respiro corto.

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