Noi, pusher seriali

 

La serialità è il grande universo delle storie in divenire: dal cinema ai comics, passando per la radio e la tv, che è forse il medium più intimamente connesso alle forme di racconto periodiche.
Intere generazioni di pubblico sono cresciute con il gusto dell’appuntamento fisso con il loro telefilm/soap/fumetto preferito.

Nel tempo le strategie di racconto stesse della serialità si sono sempre più raffinate, come sa bene chi ha seguito in questi anni, opere come gli X-Men nel fumetto o Lost in tv.  E continuano a mutare insieme al profilo dei lettori/spettatori, sempre più attivi, sempre più integrati nella macchina narrativa.

Lo segnala, in un interessante articolo online, Claudia Attimonelli:

In passato aspettavamo il giorno fisso settimanale per guardare Dallas o Buffy the Vampireslayer, o il momento della giornata per Murder, She wrote, Friends, ecc., la convergenza tecnologica dei nostri giorni ci ha reso, invece, capaci di procurarci autonomamente, a prescindere dal palinsesto televisivo, la dose di serial setacciando e sperimentando tecnologie e piattaforme assai diverse, dallo streaming al download dei sottotitoli, alla semplice ricerca su YoutTube per poi postare il bottino sul profilo di Facebook. Da “bracconieri di frammenti culturali” (De Certau 1980, Jenkins 2007), siamo diventati pusher e addicted seriali.

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