Cartolina da Pompei

Pompei, la citta pietrificata dalla lava del Vesuvio, è rimasta in piedi 2000 anni.

In tutto questo tempo, è sopravvissuta a terremoti, invasioni, saccheggi, ai  bombardamenti dell’II Guerra Mondiale, alla visita dei ricchi viaggiatori del Grand Tour e alle orde dei turisti di Ryanair, ai camorristi, alle guide illegali, ai cani ambulanti.

La caduta della Casa dei Gladiatori, sabato scorso, ha allarmato il mondo sullo stato reale dell’area archeologica più importante dl’Europa. Molta gente, dentro e fuori dall’Italia, si domanda:  “Sarà che Pompei può resistere a tutto salvo che a Silvio Berlusconi?”.

Così, quel pericoloso covo di comunisti che è il quotidiano spagnolo EL Pais, commenta la tragedia di Pompei nelle pagine della cultura.

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6 pensieri riguardo “Cartolina da Pompei”

  1. Credo che raramente un episodio sia stato “più emblematico” di questo.
    Il crollo della domus dei gladiatori corrisponde al crollo della cultura e questa rappresenta, a sua volta, le fondamenta di una nazione che si sta sbriciolando. Tutto è volutamente lasciato all’incuria in nome del “risanamento” e nella speranza che “tenga” e che, anche se non tiene, magari non se ne accorga nessuno… Tanto a chi frega? Dai siti archeologici ai precari della scuola. Si taglia tutto ciò che la classe politica dirigente ritiene superfluo, tutto quello che, in qualche modo, “fa pensare”. Nello stesso tempo vengono investite risorse finanziarie e intellettuali per altri tipi di attività e di …domus (non ultima quella del grande fratello). E si salva …Califano… Ma al popolo sta bene così…
    Passami la battuta, tu che scrivi: ben tornato in Italia!
    Cris

  2. Quando un ministro alla cultura considera quel che è successo a Pompei come il “crollo di un tetto” e “una aggressione ingiustificata” nei suoi confronti (già, la comunista Pompei che crolla per far dispetto a lui) e avvia le procedure per dare un vitalizio ad un pilastro della cultura italiana come Franco Califano c’è ben poco da dire. Che tristezza…

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