Lista dei buoni motivi per cui valeva la pena seguire Vieni via con me, ieri sera

Perché se no ci toccava la desolante umanità del Grande Fratello o la disarmante disumanità di Chi l’ha visto?
Perché ascoltando la bella voce di Cristiano De André, ti viene in mente quanto ci manca Fabrizio, la sua poesia, la sua intelligenza.
Perché, sì d’accordo, Bersani dovrebbe fare un corso di dizione. Sì, d’accordo il PD è come Paolino Paperino. Però, porca miseria, ha ragione: solo un mondo più giusto per gli ultimi, è un mondo più giusto per tutti.
Perché, per par condicio con Bersani, Fini è riuscito a essere altrettanto noioso.
Perché ascoltando il compagno Gianfranco che parlava di amore per la patria, ti chiedi dove cazzo era negli ultimi sedici anni, mentre il porno-nano struprava il futuro di tutti noi.
Perché una ragazza, figlia di immigrati albanesi, è riuscita con poche sincere parole a ridarti l’orgoglio di essere italiano, laddove tutti i giorni Gasparri e Calderoli ti fanno vergognare di essere un loro conterraneo, anzi  un loro contemporaneo.
Per sentire Roberto Saviano raccontare, con civiltà e indignazione, quanto la Camorra sia una questione settentrionale. 
Per sentire Roberto Saviano raccontare , con civiltà e indignazione, la storia dei coniugi Welby.
Per sentire Mina Welby leggere le ultime parole di un uomo giusto.
Perché sentendo quelle parole, ti sei guardato negli occhi lucidi di tua moglie, vi siete stretti sul divano, senza bisogno di dire nulla, solo con una voglia profonda di credere in un Dio che sia disposto ad aprire porte piuttosto che chiuderle.

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17 pensieri riguardo “Lista dei buoni motivi per cui valeva la pena seguire Vieni via con me, ieri sera”

  1. Non ho visto la trasmissione ieri sera (non guardo la tv da anni), non ho ancora letto la storia dei coniugi Welby (cosa che farò subito), ciononostante il tuo post mi ha profondamente emozionato.

    Ti vorrei solo chiedere se potessi gentilmente ragguagliarmi sulla testimonianza che citi della ragazza figlia di immigrati albanesi (se non altro, perché anch’io sento il bisogno di riscattare almeno in parte la mia “italianità” 😉 ).

    1. se trovo lo spezzone su you tube, lo linko Ifi. E’ la figlia di due immigrati arrivati con la nave dei “disperati” del ’91 (vado a memoria potrei sbagliare), cresciuta in Italia. Cittadina italiana a tutti gli effetti. Nei suoi occhi, ho visto un pò di futuro ed era una roba pulita.

  2. Dopo aver brevemente accennato al fatto che non mi sento per nulla rappresentato da Bersani e che, dei valori dallo stesso enunciati, ce ne fosse uno che lui e il suo partito rispettano, devo confermare che la trasmissione è fatta bene. Ospiti con gli attributi, che hanno COSE da dire, e tempi giusti.
    Riflettevo però in particolare su un punto. E cioè che in sette giorni sono riusciti nel miracolo di migliorare i dati di ascolto della prima puntata. Vuoi vedere che i telespettatori si comnciano veramente a stancare delle stro…pidaggini proposte in altri lidi dell’etere? Vuoi vedere che se si comincia a ri-educare le persone attraverso la qualità, queste poi si dimostrano ben disposte a farsi traghettare? Ma anche, più semplicemente, secondo me qualcuno, dopo le ultime, si sente come “responsabile” e forse avverte l’esigenza di “rimediare” in qualche modo. Sarà…Per una volta comunque sono con la massa: quel 30% di share di ieri sera.
    Ultima curiosità: tutto ciò coincide con l’inzio (seppur timido) della raccolta differenziata della spazzatura nelle nostre città. Guarda il caso….
    Ciaoooo

  3. Al contrario tuo, io l’ho trovato uno dei momenti più bassi della storia recente della televisione. Il fatto che abbia avuto successo, non significa nulla. Aldo Grasso, poi, è quello che affondò Radio Rai.
    Detto ciò, senza che vai in giro a guardare copie non legali della puntata, nel link che segue i miei colleghi hanno editato la puntata intera (nella pagina anche i link dei momenti più salienti), è roba Rai e legale:

    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-8ee413f8-f22f-45c3-9d4c-5eb18c84d9e6.html#p=0

    Ciao,
    Alessandro

    1. Alessandro,
      l’esperto sei tu e ci mancherebbe se entro in polemica con te. Ho raccontato la mia percezione personale e il mio gusto, come nel post precedente dedicato alla trasmissione.
      Trovo che il peggio in tv sia altro: Vespa con i plastici, i vili pennivendoli che mettono i microfoni davanti ai citofoni silenti di Cogne e Avetrana, Maria de Filippi e tutti i suoi cloni, e continuerei a lungo.
      Citavo gli ascolti in merito ai commenti acidi del livoroso Grasso (che oggi ha presentato un libro insieme a Piersilvio, toh ma guarda) non in assoluto. Figurati se faccio l’elogio di quello strumento paleolitico che è l’auditel. Anche se i dati sulla composizione del pubblico sono interessanti.
      Fazio è buonista? Si, lo è. Ma a volte anche da buonisti si riesce a fare cose buone.
      Non ho mai pensato che Vieni via con me sia tv rivoluzionaria. Ma penso, questo sì, che sia la conferma di un bravo artigiano catodico che ha costruito un genere nel genere (ormai dopo diversi programmi e in diverse scale di palinsesto, credo che gli vada riconosciuto).

      1. No, non sono esperto, semplicemente conosco questo mondo dall’interno, e purtroppo conosco molto bene Fazio (che di fatto sta penalizzando Saviano, come osserva molto bene anche il mio amico di ciambelle cretesi Riccardo Bocca dell’Espresso nel suo blog).
        Il problema del “buonismo” non è in sé (perché in fondo è un’attitudine) ma da come viene usato e con quali intenti.
        Per dirne una, esempio banalizzimo, già con la battuta “non avevamo previsto che l’erede dei Savoia vincesse Ballando con le stelle” Fazio non ha voluto ricordarsi in mala fede che è stato proprio lui a sdoganarlo tre lustri e passa fa?
        Più in generale (e nel mio blog l’ho scritto) dobbiamo ricordarci che Fazio è da Prima Repubblica, sempre che questa definizione convenzionale abbia poi un significato anche storico. Che poi questa sua televisione così ipocrita e fasulla abbia successo, è uno strumento valido per scalzare questo schifo di cose; ma non dobbiamo MAI dimenticarci che Fazio è parte di questo meccanismo, non la soluzione.
        Il discorso è lunghissimo, e egocentricamente ti rimando a molte cose che ho scritto nel mio blog.
        Grazie dell’ospitalità,
        Alessandro

  4. “…solo un mondo più giusto per gli ultimi, è un mondo più giusto per tutti.”
    hai perfettamente ragione, ma Bersani dovrebbe ripeterselo ogni sera davanti allo specchio…. il suo partito ormai si è dimenticato degli ultimi, e si è posizionato sulla fascia che sta un po’ più in alto… come ha detto Crozza poche settimane fa a Ballarò: “.. Se Berlusconi partecipa all’assemblea sulla famiglia, è come Bersani che parla ad un’assemblea di operai….”

    1. Ma quali errori. Tutte cose interessanti. Capisco il punto di vista diverso, dopo aver letto anche alcuni tuoi recenti post.
      Per me sei un esperto Alessandro e le tue considerazioni, da addetto ai lavori, sono molto utili. Però penso che tutta la discussione sdrucciola sul piano dei gusti. Sarebbe piuttosto lungo. C’entra il sapore “neo-nostalgico” della tv di fazio, che può risultare stucchevole ad alcuni e gradevole ad altri. io penso che della tv “nostalgia” di cui parlava acutamente Freccero già tempo fa, fazio sia la parte più positiva.

  5. Fazio fa il suo mestiere: vende cultura, spesso di sinistra …non sempre. Ricordiamo solo en passant che Berlusconi è l’editore di Saviano e Fazio /a mezzo Endemol).

    1. Per una volta non ci troviamo d’accordo 🙂
      Chiaro che Fazio fa il suo mestiere. E non c’è niente di male a “vendere cultura”.
      Mi sembra che le critiche a endemol o mondadori, sono critiche al sistema, non agli autori che lavorano in quel sistema. Perché chiediamo a degli artisti di fare scelte che stanno alla politica?

      1. la mia era una semplice annotazione, certo che vendere cultura non è peccato, ma resta l’incredibile conflitto d’interesse determinato dal fatto che con le opere di Saviano e con il “mestiere” di Fazio Berlusconi fa contemporaneamente soldi e si procura critiche pesanti (ottenendo peraltro una “visibilità” mediatica che pur negativa gli giova): è mefistofelico! 😉

  6. Innanzitutto evitiamo di definire “artista” chi artista non è, per cortesia. Fossi un artista avrei serie difficoltà a sentirmi accostare a una palude come Fazio o a un giornalista di qualsivoglia spessore. Per cortesia, misuriamo i termini, specie quelli sacri.
    Poi non scendiamo nel solito equivoco: se sei contrario a qualcuno o qualcosa, non lavori per lui, anche se sei un “artista”. Anzi: soprattutto se sei un “artista”, perché con la tua arte dài un significato alla sua industria e alla sua esistenza.
    Un conto è l’essere un impiegato misconosciuto della Mondadori o dell’Endemol, costretto a lavorare obtorto collo per mister B; un conto è poter scegliere di lavorare per lui, dandogli peraltro lustro con la tua inventiva.
    Ma il punto non è questo (che è cosa parallela); il punto è che Vieni via con me è stata una bruttissima esperienza televisiva. Ma – come ho scritto nel mio blog (perdonate di nuovo l’autoreferenzialità) – se è cosa necessaria per uscire dal casino, ben venga. Il nostro compito, però, sarà sempre e solo di ricordarci che razza di figuro è stato, è e resta Fabio Fazio.
    Scusate il commento lungo e l’ennesimo furto di spazio,
    Alessandro

  7. caspita che lingua, alessandro! 🙂
    fazio non è un artista ma semplicemente una persona che ” fa l’ingenuo “. saviano, invece, ritengo sia realmente un bravo ragazzo. per come la vedo io, il fatto che abbiano avuto un livello altissimo di ascolti è dettato da circostanze non casuali. vuoi per curiosità – per il solito can can mediatico che precede ogni trasmissione ” particolare – vuoi perchè le persone hanno bisogno di sentirsi dire delle cose e di sentirsele dire in televisione, chè non hanno altri mezzi – o altre voglie – per informarsi su quello di cui si parla. e infine perchè ci sarà pur qualcuno che ben vede gli elenchi! della prima puntata ho apprezzato più degli elenchi il bel ricordo di falcone fuori da ogni retorica. della seconda la storia dei welby. ce ne fossero cose così da sentire, più spesso.
    la carretta del mare albanese, vlora, arrivò a bari il 6 agosto del ’91. e chi se la dimentica!

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