Il Super-Skrull della satira

Super-Skrull? Chi era costui? Si chiederanno il 25 % dei miei lettori, quelli che non bazzicano i fumetti della Marvel. Beh, in sintesi, trattasi di cattivone alieno dai superpoteri camaleontici, capace appunto di tenere in scacco, i mitici Fantastici 4, assumendo ora le caratteristiche fiammeggianti della Torcia umana, ora l’invisibilità di Sue Storm.

Caspita, dirà qualcuno, temi alti, eh. Che volete? non è che possiamo parlare sempre dei massimi sistemi e del Bunga Bunga. Comunque, tiro fuori dalle memorie infantili il Super-Skrull, per parlarvi di quello che oggi, a mio giudizio, è uno dei migliori autori satirici in circolazione, Makkox, alias Marco Dambrosio.

Quanto Makkox sia smisuramente bravo, lo potete apprezzare in un paio di clic scorrendo i daily cartoon pubblicati da queste parti. Roba da piegarsi in due dalle risate o sorridere amaro, a secondo dei casi. A volte persino commuoversi per quello strano misto di indignazione, rabbia e passione civile che solo la grande satira sa dare.

Per questo, per me Makkox è un Super-Skrull della matita. Perché il suo tratto energico ha il potere di farsi sottile e tagliente come quello di Altan, oppure appiattirsi morbidamente sulla linea malinconica di Staino.

Sa evocare il rancore giocoso di Vauro come la livida intelligenza di Ellekappa, rinvia alla fisiognomica pasoliniana di Mannelli senza dimenticare la lezione feroce dell’indimenticabile Guido Buzzelli.

Non so se i rimandi siano voluti, magari alcuni degli autori citati non fanno nemmeno parte dell’orizzonte creativo di Dambrosio. D’altronde i super-poteri, il Super-Skrull ce li ha nel DNA senza bisogno di esibirli, li usa quando servono. E Makkox è così, prende consapevolemente o meno da molti senza rinunciare, nemmeno per un solo segno, a essere fedele a se stesso, a inseguire la poetica del papero deluso che da sempre lo contraddistingue e che lo lega alla dimensione del web.

Su questo aspetto ha scritto a suo tempo Antonio Sofi, dedicando a Makkox un bel ritratto. E su questo aspetto è tornato ieri l’espertone Matteo Stefanelli, in merito a un recente corto-circuito “satirico” che mette in evidenza oltre alla bravura di Makkox, la sua consapevolezza d’autore dentro un sistema.

Un cartoonist satirico, anomalo, mi permetto di aggiungere, perché, comunque, anche se “pezzi unici”, le sue vignette sembrano sempre frammenti strappati a intere storie a fumetti, che non leggeremo mai, che non esistono fisicamente, ma che sono lì ai bordi del racconto.

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