Pietà supereroi fumetto marvel

Senza Pietà

E’ capitato a un  gourmet grafico sensibile come Gipi, con un‘illustrazione per Repubblica, di cucinare la Pietà di Michelangelo in salsa pop, rimpiazzando il Cristo con un più prosaico Uomo Ragno, salvo poi scoprire di aver citato, incosapevolmente un’opera altrui (Giuseppe Veneziano).

I dettagli li trovate in un bel post dello stesso Gipi, che approfitta dell’aneddoto per riflettere su creatività e originalità. La cosa curiosa è che questa dotta manipolazione ripercorre all’inverso la strada tracciata dagli stessi comics di supereroi, dove la Pietà michelangiolesca  già da tempo è diventata un cliche visivo e narrativo.

A memoria, la prima citazione la trovate in una saga del 1973 proprio di Spiderman. La morte della fidanzatina di Peter Parker, Gwen Stacy, segna il passaggio delle avventure dell’Arrampicamuri da solari a problematiche e termina (vignetta di fianco) con l’eroe che stringe la sua bella, ormai esanime, urlando tutto il suo dolore.

Ma se nella vicenda dell’Uomo Ragno, il rimando resta confinato a livello  plastico – forme, composizione, dinamiche –  nelle stagioni successive, abbiamo assistito a una autentica escalation figurativa: la Pietà è diventata l’effige monumentale della caduta di altrettanti superuomini.

Il culmine si è avuto nel 1992, con la Morte di Superman, una delle più grandi trovate di marketing  e sputtanamento narrativo nella storia dei comics, che si risolve con il morente Nembo Kid, deposto tra le braccia di madonna Luisa Lane.

Già qualche anno prima, peraltro, Frank Miller nel ciclo di storie Born Again, aveva messo in vignetta l’umanissima deposizione del martoriato corpo del  supereroe cieco Devil, tra le braccia di una suora, con un parallelo ancora più esplicito tra supereroismo a fumetti e narrazione evangelica.

E potrei citare almeno altri 4 casi eclatanti (li trovate riassunti visivamente qui). In questo gioco ormai nutrito di rivisitazioni, oltre alla componente plastica e a quella figurativa, non si può non leggere un rinvio, magari blasfemo ma forte, al senso comunicativo del racconto cristologico.

Si utilizza la  Pietà per suggerire implicitamente che alla morte del personaggio pop, seguirà prima o poi la sua resurrezione. Perché questo è il destino di ogni eroe seriale di successo.

Altro che evangelo, nessuna Pietà per gente come Superman e Spiderman. Sono condannati a non morire mai.

6 pensieri su “Senza Pietà”

  1. In effetti è davvero raro che un eroe dei fumetti resti morto, e che la “pietà” ispiri molti autori è evidente… ma non avevo mai collegato il simbolismo sulla “resurrezione”! Bel post!

  2. Ho letto il post di Gipi e i relativi commenti, nonchè il commento di Veneziano.
    Credo che ci sia del vero in entrambe le prese i posizioni, ma non credo arriveranno mai ad un compromesso🙂
    Per quanto riguarda il tuo post, condivido pienamente il pensiero di goldie.
    A presto.

    1. grazie principessa. Quanto alla questione in questione è talmente complessa che ci vorrebbero 10.000 post. Io comunque amo ripetere una frase di Corto Maltese/Hugo Pratt: “Non c’è niente che non sia stato scritto, niente che on valga la pena riscrivere.”

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