Vincitori e vintage

All’indomani del referendum di Mirafiori, il racconto del risultato cambia a seconda da che punto del mondo lo si guarda.

Nichi Vendola dovremmo annoverarlo tra quelli che hanno perso, eppure lui commenta che ci sono sconfitte “dolci” e “gratificanti”.

Qualche giorno fa, la semiologa Giovanna Cosenza ha postato un’interessante analisi del “senso di Nichi” per la sconfitta.

Una lettura del “saper perdere bene”, di sapore vintage, che sta diventando uno dei marchi della fabbrica narrativa di Vendola.

D’altronde, che anche lo “sconfittismo” (per usare un tipico vendologismo) abbia un suo fascino culturale, non lo scopriamo oggi.  Giovanna lo collega a una certa idea di sinistra e se, ci guardiamo alle spalle, in effetti la linea di continuità s’intravede.

Eran trecento, eran giovani e forti, e sono  morti. Morti e martiri, da Belfiore alla Bolivia, da Pisacane a Che Guevara, passando per Salvator Allende, trucidato a La Moneda. E’ il racconto  di tutti i deboli, sconfitti in partenza, che nonostante tutto continuano a battersi per quello in cui credono.

Si tratta di un concept narrativo di enorme forza. In letteratura, al cinema, nelle grandi saghe seriali, celebriamo e partecipiamo delle avventure dell’ingenuo Don Chisciotte, del romantico Corto Maltese, dello sfigato Fantozzi

Non sto sminuendo, ci mancherebbe. Sto dicendo che le sconfitte “dolci”, quando celebrate dai media, si collocano su un crinale sottile tra passione politica e cliché eroico. E il passo dal coraggio indomito di Che Guevara alla malinconica rassegnazione di Wil E. Coyote, purtroppo è più breve di quanto si possa immaginare. 

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7 pensieri su “Vincitori e vintage”

  1. Dici che anche noi siamo stati catturati dal fascino della dolce sconfitte?
    perchè io, nelle quattro pappine prese dal parma e le tre a napoli, di dolce ci ho trovato ben poco…
    😦

    1. direi che perdere bene al referendum è stato un ottimo risultato: la Fiom può ripartire per ottenere qualcosa di più e meglio nell’anno che ci separa dalla costituzione formale della new-co
      Vendola, quindi, che aveva sostenuto apertamente le ragioni del no può dire di aver perso bene (o dolcmente)
      altri invece non possono dire altrettanto: fim e uilm hanno vinto in quanto a numeri ma perso in quanto a dignità
      il PD invece non ha nè perso nè vinto, perche’ non ha partecipato al gioco, non ha sostenuto nessuna ragione…. dove metteva gli ignavi Dante Alighieri? Nell’anticamera dell’Inferno, perche’ non ne erano nemmeno degni….

      1. @Alessandro: Non ho neanche tentato il paragone tra Bersani e Vendola 🙂 E’ vero il PD, di questi tempi, è un campione d’ignavia.
        Ma proprio perché Vendola si fa portatore di tante speranze, dubito che si possa fermare alla poetica, per quanto nobile, della sconfitta.
        Credo che sia il nodo vero che deve sciogliere se vuole che la sua narrativa non resti quella di una parte ridotta, ma possa rappresentare un sentire più largo. Altrimenti ha ragione Giovanna Cosenza: limitarsi al “perdere bene”, significa blandire un elettorato che ama ascoltare la stessa fiaba triste, ma non arriviare agli altri.
        E purtroppo, caro amico chemako, abbiamo bisogno di tutti per uscire da questo bingo bongo, bunga bunga di tempo triste e squallido.

  2. per vincere (e Vendola sa cosa vuole dire perché, a dispetto del PD che gli ha messo i bastoni fra le ruote, lo ha fatto due volte di seguito in Puglia) ci vuole comunione e chiarezza di intenti. Vendola e Di Pietro hanno già parlato chiaro: hanno proposto al PD un’alleanza chiara, così come di solito esprimono chiaramente (anche troppo a volte: vedi Di Pietro) cosa ne pensano su vari temi. Restiamo a mirafiori? Entrambi stavano con le ragioni del NO. Il PD deve scegliere una volta per tutte una rotta, un programma e anche da che parte stare: o con l’UDC, ma non si va da nessuna parte, o con SEL e Di Pietro. Questa seconda, per me, sarebbe l’unica vera via che un partito riformista di centro-sinistra dovrebbe percorrere, senza snaturare le proprie origini: l’UDC non c’entra nulla col PD…..

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