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I sogni erotici di Eritreo Cazzulati

Siamo un popolo di santi, poeti e Alvaro Vitali. C’è chi scorre le cronache pruriginose “bunga-bunga” di queste ore con l’occhio malizioso di Pierino, impegnato a spiare dal buco della serratura Edvige in sottoveste.
C’è anche chi le contempla con l’occhio falsamente indignato del benpensante. E questi ultimi risultano ancora più volgari e pornografici degli spioni.

A me, invece, per quanto suoni assurdo, tutta la vicenda  ha messo addosso una patetica tenerezza  per questo vecchietto, ossessionato da un immaginario erotico degno di una commediaccia anni Settanta.

Sembrano gli onanismi onirici di un qualsiasi Eritreo Cazzulati. Avete presente? Quel personaggio deliziosamente malinconico, che Enzo Lunari ci proponeva a suo tempo sulle pagine di Cuore.

Ma forse no: Cazzulati avrebbe sognato in grande, si sarebbe permesso qualche fantasia  dolce e felliniana, molto di più che uno squallido Bunga Bunga.


5 pensieri su “I sogni erotici di Eritreo Cazzulati”

  1. A me non ha messo tenerezza, ma tristezza. E una bella dose di disgusto. Non solo per i sogni erotici del vecchio, ma per la macchina che gli si muove intorno, per le donne che sono ben felici di offrirsi come merce, per quelle che vengono pagate coi MIEI soldi per procurarne, perchè siamo una barzelletta internazionale, perchè non siamo in dittatura ma abbiamo votato noi il governo attuale, e per un milione di altri motivi. Non sono falsamente indignata, lo sono veramente e da 17 anni a questa parte. Questo è solo un “in più”…

  2. Patetica tenerezza, in fondo stava anche per tristezza.
    Ma, Goldie, certo noi non dovevamo aspettare le notizie di questi giorni per intristirci. Ci siamo intristiti civilmente un poco di più ogni giorno in questi anni.
    E il fatto che perfino l’immaginario di questi personaggi sia squallido quanto la realtà che hanno costruito, secondo me offre la misura del degrado.
    Mi chiedo invece dove erano tutti i moralisti d’accatto che sento ruggire ora. Dov’erano mentre il paese diventava questo. E non c’è diventato in una notte o due di festini. Sono trent’anni che sguazziamo in questa roba qui.

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