Per grandi e piccini

Sbagli se punti solo sui bambini. In fondo, tutti gli adulti non sono che bambini cresciuti.

Walt Disney

Non mi capitava da tempo di vedere un film animato della Disney con le qualità di Rapunzel (Tangled).

Un’opera capace di coniugare le atmosfere classiche sognanti, cui zio Walt ci ha abituati e, al tempo stesso, l’irriverenza sapiente con la quale i suoi nipotini terribili della Pixar hanno rinnovato il formato/genere negli ultimi anni.

Rapunzel dimostra come, sotto diversi  aspetti, l’animazione Disney rappresenti l’ultimo rifugio delle grandi narrazioni mainstream. “Le storie per tutti” sono diventate una rarità nell’industria cinematografica contemporanea, parcellizzata ormai su fasce di pubblico generazionali: i teenager, i trentenni, etc.

Rapunzel si sforza invece di tenere insieme nel racconto grandi e piccini, lontano dalla poesia di Wall-E e Up!, ma forse proprio per questo più con uno stile autenticamente disneyano.

Merito della calibrata sceneggiatura di Dan Fogelman e della regia consapevole di Nathan Greno e Byoron Howar, che distribuiscono in ogni scena irresistibili momenti slapstick, a misura di pargolo, così come frequenti strizzatine d’occhio alla commedy brillante per papà e mammà.

C’è tutto in Rapunzel, tutto quello che ti aspetti di trovare in quel mondo dove le zucche diventano carrozze, almeno fino a quando le luci in sala sono spente e i sogni restan desideri sempre.

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2 pensieri su “Per grandi e piccini”

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