L’inganno (Nunca mas)

Victor Bugge Videla 1978A volte le storie ingannano. Guardate questo racconto visivo del paese in cui mi trovo al momento.

Il signore con i baffi è Jorge Rafael Videla, all’epoca presidente d’Argentina, ritratto  da Victor Bugge nel 1978 in un momento di tenera bonomia.

Il fascino è nel contrasto figurativo tra il contesto “formale” in cui il Presidente si muove attorniato da ufficiali in divisa e la comparsa, nello spicchio destro della foto, di una presenza inconsulta e inconsueta: una bimba.

Il contrasto ironico nasce già, a livello plastico, laddove rispetto all’ordine compositivo verticale dei volumi degli “adulti”, lo spazio occupato dalla bimba si colloca in un angolo fuori equilibrio.

A livello comunicativo, il gioco funziona ancora meglio: mentre Videla e gli ufficiali guardano la bimba, la bimba guarda “in camera”. Mentre gli adulti insomma sembrano attori,  tutti intenti a recitare la loro parte, la bimba ha il candore di “fregarsene” della situazione.

Dove sta l’inganno? Beh l’inganno preme ai bordi di questa immagine, che racconta di un leader tenero e umano, quando invece Jorge Rafael Videla il dittatore golpista, con la sua giunta militare precipitò l’Argentina in un pozzo oscuro senza fondo tra il 1978 e il 1981.

In quel buco nero vennero inghiottite migliaia di persone: oltre 30.000 desaparecidos (scomparsi) secondo le stime della commissione Nunca Mas (“Mai più”), istituita in seguito alla fine della dittatura.

Una volta arrestati, i dissidenti politici venivano rinchiusi in luoghi segreti di detenzione, senza alcun processo, quasi sempre torturati, a volte per mesi, e solo in pochi casi, dopo un processo sommario e senza alcuna reale garanzia legale, rimessi in libertà.

Secondo alcune fonti, spesso testimonianze di militari coinvolti nell’operazione, molti desaparecidos furono caricati a bordo di aerei militari – i cosiddetti vuelos de la muerte, voli della morte – sedati e lanciati nel Rio de la Plata, oppure gettati nell’Oceano Atlantico col ventre squarciato da una coltellata affinché i loro corpi fossero divorati dagli squali.

Ci ricorda Il Post, raccontandoci che Videla è di nuovo sotto processo in questi giorni per i suoi crimini immani. Ne parlano anche gli stessi quotidiani argentini, come Il Clarin.

L’immagine dell’imputato che ci restituisce l’aula del tribunale è quella di un vecchio malconcio e innocuo che s’addormenta durante il processo. Un altro inganno del tempo: fuori dai bordi dell’inquadratura però i morti continuano a reclamare giustizia.

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