La guerra al mondo (da una poltrona)

Luke in poltrona di  wredwrat.deviantart.comC’è una vecchia poltrona nel salotto a casa di mia madre. Avrà una trentina d’anni ormai.

Col  tempo, ha smarrito l’antico splendore anni Ottanta. L’improbabile arancione della pelle tinta s’è incupito in un tramonto crepuscolare e l’audacia linea del design si è arresa all’uso e abuso quotidiano di una intera famiglia teledipendente.

Stanca e sformata sembra un anziano gatto spelacchiato che accoglie con miao sfiatati, chiunque tra noi – per necessità o nostalgia – vi si sieda ancora.

L’altra sera ci sono affogato dentro, dopo una lunga giornata di lavoro, la schiena a pezzi, le palpebre già spedite a Orfeo. Ed ha significato, come ogni volta, tornare bambino.

Perché oltre ad essere il mio parcheggio prediletto per le sedute di teledipendenza,  quella seduta arancione – per tanti anni – è stata il mio  personale porto letterario.

Da lì sono salpato per i mari di carta più lontani.  Nel Pacifico, sulle rotte di Corto Maltese e in Arizona, a cavalcare con Tecs Uiller. E, poi, a Londra, nello spaventole studio del Dottor Gechill, in quello confuso di Scerloc Olms, e più tardi con DailanDog a costruire vascelli.

Da lì fin sin sulla cima del Ponte di Bruclin, a piangere con l’Uomoragno, a maledire il perfido Goblin. E poi in Alaska con Zannabianca, nella foresta di Scervud con Robin e Littel Gion… E ancora più lontano, a miliardi di chilometri dalla Terra, sulla scia di SilverSurfer, GiulVerne e IsacAsimof.

Da quella poltrona potevo arrivare ovunque. Mi sentivo al sicuro, protetto dai suoi enormi braccioli, coccolato dalle soffici pieghe dell’imbottitura. Pronto alle più grandi imprese, mai appagato da qualsiasi mirabolante avventura.

Se la vedeste dal vivo, lo so vi deluderebbe parecchio. Non la trovereste diversa da centinaia di vecchi mobili, ormai in età da rigattiere. Ma, per quanto mi riguarda, anche adesso dopo trent’anni, quella macchia arancione accostata al muro continua a farmi sentire come il pirata Samuel Bellamy:

Io sono un principe libero ed ho altrettanta autorità di fare guerra al mondo intero quanto colui che ha cento navi in mare.

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