Sulla coda delle storie

Del tumblr 3eanuts , ha già parlato ieri il Pico de Paperis della fumettologia nostrana, Matteo Stefanelli, ma cerco di tornarci su da un punto di vista diverso.

Per riassumere, un gruppo di buontemponi del web si è messo a “dimagrire” le strisce di Charles Schultz, togliendo le vignette finali. Sopra ne trovate un esempio che  potete confrontare con il racconto originale qui. Ne viene fuori un universo   parallelo a quello filosofico esistenziale dei Peanuts dove (recita il sottotitolo del blog):

la disperazione pervade tutto.

Insomma, se siete in vena pessimista, i 3eanuts sono una gustosa anticamera al tubo del gas. Ma sono anche un curioso esperimento per chi s’interessa al fare (e disfare) storie.

Diceva Aristotele che un racconto è come un organismo vivente. Dovrebbe essere proporzionato nelle sue parti: che ne so la testa, il corpo, la coda. Ecco, ma se tronchiamo la coda alle storie che succede? Le narrazioni rimangono appese il più delle volte, oppure – suggeriscono i 3eanuts – si finisce per trasformare in “the end” qualcos’altro.

Accade nella metrica ritmata delle strisce di Schultz, ma accade – o può accadere – anche in letteratura.

Raccontavo qualche tempo fa qui sul blog (e ancora prima in un saggio), per esempio, del Pinocchio di Collodi, nato con un finale molto diverso da quello che conosciamo.

E pensate a Cappuccetto Rosso. Se da piccoli vi hanno raccontato la versione “pedagogica” dei Fratelli Grimm, conoscete la fiaba con una certa fine. Viceversa, se incappate nella versione “colta” di Perrault ne trovate un’altra.

La cosa curiosa  è che ogni finale “assolutizza” il suo ruolo agli occhi del lettore/spettatore . Ci suggerisce, implicitamente, di essere l’unico termine sensato che quella storia può avere. Il migliore dei finali possibili.

Ma chi può dirlo con certezza? Per una signora Bovary che si suicida, ce n’è un’altra che forse vive felicemente con Leòn a Parigi. E perché non sperare che esista, daa qualche parte, un  Wil E. Coyote che è riuscito a raggiungere almeno una volta Beep Beep?

Sono tutte conclusioni di storie diverse ma legittime. Universi narrativi paralleli, proprio come i poetici Peanuts e gli oscuri 3eanuts.

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3 pensieri su “Sulla coda delle storie”

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