In apnea

Ci sono i momenti così. Tanto lavoro che non sai dove mettere le mani. Tanto lavoro che entri ed esci dall’ufficio senza mai incontrare davvero la luce del sole.

Il lavoro ma non solo. E’ che ti sembra di non aver tempo per nulla. Che tutto scivoli tra le dita, senza capirci un granché.

Ci sono momenti così, come quando sei finito da piccino in quella vasca, sommerso dall’acqua. E ti sembrava d’affogare. In effetti, stavi per affogare.

Quella volta hai trattenuto il respiro ed ha funzionato. Così, di tanto in tanto, hai imparato che, alle volte, bisogna nuotare in apnea. Sott’acqua, lottando per non finire a fondo.

Lo stile non è così importante, puoi nuotare a farfalla, potente come Mark  Spitz, o accontentarti di mulinare braccia e gambe, per non andare giù come Pippo in quel cartoon.

Servono fiato e  volontà. Quel tanto che basta, prima di poter riemergere. Per tornare a respirare, ad appassionarti alla tua vita. Che certo non sarà perfetta ma è quella che hai scelto, dopotutto.

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4 pensieri su “In apnea”

  1. Sono belli, proprio perche sono “solo” momenti.
    C e’ la virgola, al massimo il punto.
    Ma poi si va a capo.
    Ed e’ sempre un piacere cominciare una nuova frase.

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