L’esattezza dell’11

Alle volte mi sembra che un’epidemia pestilenziale abbia colpito l’umanità nella facoltà che più la caratterizza, cioè l’uso della parola, una peste del linguaggio che si manifesta come perdita di forza conoscitiva e di immediatezza, come automatismo che tende a livellare l’espressione sulle formule più generiche, anonime, astratte, a diluire i significati, a smussare le punte espressive, a spegnere ogni scintilla che sprizzi dallo scontro delle parole con nuove circostanze.

Italo Calvino, Lezioni americane

Ogni comunità dà un diverso valore alle parole, perché le parole sono il mezzo principale con cui si costruisce il vissuto di un gruppo. Per l’esattezza delle parole passa la misura delle storie e la capacità di una collettività di raccontarsi e ascoltarsi.

Allora, davvero, senza alcuna retorica, mi chiedo e vi chiedo: pensate che ci siano molti modi di poter interpretare le parole che seguono con dei missili?

 Art. 11

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.

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8 pensieri su “L’esattezza dell’11”

  1. Quando ero alle elementari i miei nonni e i miei insegnanti avevano ancora nitidi i ricordi della seconda guerra mondiale, e me ne parlavano. La cosa che mi colpisce oggi è che per tutti loro che avevano attraversato quel periodo la parola guerra era una sola e senza aggettivi, e significava qualcosa di enorme e spaventoso che nessuno avrebbe dovuto rivivere mai. Man mano che sono cresciuta ho visto mutare questo concetto “assoluto” di guerra e affiancargi un’aggettivazione delle più variopinte, come se parole come “preventivo” o “chirurgico” o “strategico” possano farci credere che è, sì, una cosa brutta, ma fino a un certo punto… Per me quell’articolo può essere interpretato in un solo modo, ma le decisioni, poi, spettano ad altri.

    1. Già, la specializzazione degli aggettivi…
      Vorrei chiarire per onestà. Sull’interventismo o meno in questi casi, potremmo continuare a discutere fino al 2050… Trovo altrettanto pelose di certe facilonerie guerrafondaie, il disimpegno egoista della Lega o ilpacifismo intermittente dei Vendola e dei Diliberto. Il problema esiste e sarebbe sbagliato guardare dall’altra parte.
      Ma ci sono altri metodi per fare pressione o per alimentare la ribellione.
      Resta che la nostra costituzione parla chiaro e mi dispiace che nessuno lo dica, per esempio nel Centro-sinistra. Nella Costituzione le bombe intelligenti e i missili preventivi non sono contemplati.

  2. siamo diventati il paese del possibilismo. anche la guerra è possibile, ma accompagnata da qualche aggettivo fa meno guerra.
    e se anche la lega si dichiara indignata vuol dire che l’hanno fatta davvero grossa 😦

      1. e il bello è che alle elezioni ci pensano tutti, ma proprio tutti!
        è come nelle scenette dell’avanspettacolo tra il comico e la spalla: vieni avanti cretino! ( vai avanti tu che mi vien da ridere )
        a pensarci bene, tra le barzellette del ” nostro “, i corrucciamenti del loro, e gli ohhhh! indignati degli altri, trattasi veramente di uno spettacolo non più avan ma notevolmente avariato!

  3. Contraddizioni di un paese contraddittorio. La contraddizione maggiore sta nel fatto di non stupirci più di tutte le contraddizioni che stiamo vivendo. Noi stessi siamo diventati una contraddizione, e come tale, soffriamo di schizofrenia. Stiamo diventando tanti piccoli Travis Bickle.

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