Sono quelli per bambini

Gli dico quello che cerco. Lui smanetta, inserisce dati, attende l’esito e mi dice:
No… Non riesco a trovarlo, puoi darmi qualche informazione in più?
E’ un fumetto…
Casa editrice?
Gli dico la casa editrice.
Il commesso si illumina, sorride e sentenzia:
Ma allora non è un fumetto, è una graphic novel! Ecco perchè non lo trovo!
Decido di fare lo gnorri. Anzi, decido di essere il supremo imperatore di tutti gli gnorri del mondo. Carico una faccia stupita, fingo imbarazzo e replico:
Mi spiace, ma non ne so molto. E’ un regalo… Ma scusa, che differenza c’è tra un fumetto e una grafficnovel?
Il commesso viene investito da un aura mistica, quasi come quella di Sean Connery in Highlander.
Scuotendo il capo mi erudisce:
I fumetti sono quelli per i bambini.

Diego Cajelli, sceneggiatore, sul suo blog.

Ogni commento sarebbe superfluo. Ormai mi toccherà aprire una rubrica fissa.

Puntate precedenti

Tu chiamali se vuoi graphic novel

Graphic novel sola igiene del mondo

La libertà non è

Una buona novella, forse



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