La faccia come il Quorum

E poi basta.

Poi torniamo a parlare di fumetti, di letteratura e cinema.

Ma un’ultima cosa voglio dirla dei referendum, anche in merito alla discussione avuta nel post precedente con il buon Giovanni Fontana.

Non posso proprio accettare intellettualmente, da democratico (o almeno per come io intendo il termine) è che si legittimi il “non voto”. Che è fisiologico in democrazia nella misura in cui il singolo per motivi x, decida di non votare.

Ma quando lo si propone come strumento intenzionale, organizzato politicamente, di boicottaggio di una scelta che la comunità deve compiere, si fa un passaggio determinante verso l’inciviltà collettiva.

I motivi per cui esiste una soglia di Quorum nei referendum stanno in una scelta di diritto, per certi versi nobile, dei padri costituenti, in ragione di quello che il paese aveva vissuto prima di ritrovare la democrazia.

Diverso è l’idea di invitare la gente a “astenersi”  per impedire che una decisione (che sia “sì” o no”) venga presa, con una furbata, di quelle tipiche della nostra mentalità italiota.

Qualcuno ribatterà la legge permette di farlo. Perfetto. Anche nel calcio, il regolamento permette ai giocatori di una squadra di passarsi la palla all’infinito, di “fare melina”, rinunciando a giocare e puntando allo zero a zero per novanta minuti.

Eppure qualsiasi tifoso sa che non è un bello spettacolo calcistico, anzi è un insulto al senso del gioco.

Allora diciamola così: l’astensione organizzata non è un bello spettacolo democratico. E’ un insulto civico.

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4 pensieri su “La faccia come il Quorum”

  1. Concordo a pieno e sarei favorevole all’abolizione del quorum o alla sua riduzione: se chi si astiene lo fa perchè non ha un’opinione allora vuol dire che accetterà qualsiasi risultato. Chi invece lo fa per boicottare gli altri sarebbe costretto ad agire con un po’ più responsabilità

    1. Non so se capita a Goldieville, ma nella mia esperienza ho memoria di molte riunioni di condominio, assemblee universitarie e via dicendo, mandate alla malora perché la gente “se ne frega”.
      Siamo un paese in cui la deresponsabilizzazione non è solo tollerata (come sarebbe ovvio in democrazia) ma addirittura valorizzata. E la cosa atroce è chela gente non si rende conto di quanto invece partecipare sia più che un diritto. E’ il vero privilegio di vivere in democrazia.

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